Simone Lisi e l’irrealtà socievole dei trentenni

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Quella dei pasti, del trovarsi seduti a tavola, in compagnia, a mangiare e a chiacchierare, è una circostanza ampiamente sfruttata, a partire dalla tradizione (prima) teatrale e (poi) cinematografica, specialmente in determinati contesti nazionali, ne sia un esempio quello transalpino: è il caso di qualche anno fa della pièce di Matthieu Delaporte e Alexandre de la Patellière il cui titolo originale era Le Prénom, tradotta come Cena tra amici e trasposta su pellicola dagli stessi autori nonché, nel nostro Paese, da Francesca Archibugi (Il nome del figlio), ma si può ripensare anche al meno recente Le dîner de cons (La cena dei cretini) di Francis Veber, opera di origine drammaturgica, francese anch’essa.