Peppe Servillo legge Napoli

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Maurizio de Giovanni è da anni divenuto uno scrittore popolare per i suoi cicli di romanzi gialli, ambientati in una Napoli equidistante sia dai luoghi comuni da cartolina, che dagli sterotipi delle narrazioni criminali, di cui è così in voga la spettacolarizzazione.

I suoi romanzi sono stati tradotti in varie lingue e sono oggetto di  varie trasposizioni (segnaliamo ad esempio I Vivi e i Morti,  la bella versione a fumetti del racconto L’Omicidio Carosino realizzata da Alessandro Di Virgilio e Emanuele Gizzi).

“La parola si scolpisce sul silenzio”: ricordando Vincenzo Cerami

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Oggi se ne è andato lo scrittore Vincenzo Cerami. Lo ricordiamo pubblicando il dialogo con Giordano Meacci tratto da Improvviso il Novecento. Pasolini professore.


Verso la fine degli anni Ottanta, in libreria, l’epigrafe di un romanzo mi colpì tanto da farmi invaghire della storia che non avevo ancora letto. Erano gli anni delle infatuazioni narrative, i libri erano un’eterna ricerca di risposte. Solo più tardi avrei capito che quello che nei libri si deve scovare sono le domande; allora c’ero solo io, i miei sedici anni, una libreria, un particolare dell’Incubo di Louis Yanmot, un’epigrafe: «Leone o Drago che sia, / il fatto poco importa. / La Storia è testimonianza morta. / E vale quanto una fantasia». Nel romanzo, poi, trovai una storia d’amore, le vette dell’«Appennino più scemo d’Italia», l’età di trapasso tra la lebbra e la sifilide. Che era poi l’idea dell’eterno sovrapporsi delle malattie alle cure degli uomini, in quegli anni di AIDS conclamato, il male assoluto, per noi.