“Fatti vivo”, la nuova raccolta di Chandra Livia Candiani

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Il 18 aprile è uscito da Einaudi «Fatti vivo», tre anni dopo il grande successo de «La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore», con cui Chandra Livia Candiani esordiva nella collana Bianca portando finalmente al grande pubblico un lavoro di poesia – tra i più significativi oggi in Italia – lungo anni, lungo una vita. Prima di allora, i suoi libri e le sue poesie hanno circolato grazie al passaparola e a un culto fedele e incantato, perlopiù legato a Milano, città dove lei – russa da parte di madre – è nata nel 1952 e vive tuttora, traducendo testi buddisti e per bambini, e conducendo seminari di poesia nelle scuole elementari (esperienza raccolta nel libro «Ma dove sono le parole?», Effigie 2015).

Il paradiso dei gatti

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È uscita da poco Gatti – I racconti più belli, antologia pubblicata da Einaudi dedicata ai felini, con storie di Balzac, Doris Lessing, Luigi Pirandello, Charles Perrault e tanti altri. Il libro è curato da Christian Delorenzo, con una prefazione di Mauro Bersani: ringraziando l’editore, vi proponiamo le prime pagine di un racconto inedito in Italia di Émile Zola, nella traduzione di Christian Delorenzo (fonte immagine).

Il paradiso dei gatti

di Émile Zola

Una zia mi ha lasciato in eredità un gatto d’Angora, la bestia piú stupida che conosca. Ecco ciò che questo gatto mi ha raccontato una sera d’inverno, davanti alle braci del camino.

Critica letteraria e giornalismo culturale

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Questo pezzo è uscito su Alias/il manifesto. (Fonte immagine.)

di Raffaele Manica

Quante volte, aprendo un vecchio libro, vi si trova dentro, con sorpresa, un ritaglio dimenticato. Non si sa se questa attività, ritagliare pagine di giornale, sussista ancora. Se c’è, è demodée o, con più attuale anglo-preferenza, vintage. Ritagliare una parte di vecchie terze pagine, isolando per poi ricomporre un ampio puzzle, è il compito che si è assunto, assolvendolo in modo eccellente, Mauro Bersani per congegnare il secondo volume di La critica letteraria e il Corriere della Sera, dedicato agli anni 1945-1992 , aperto da un’introduzione che ricostruisce in maniera funzionale anche i rapporti con altre testate (Fondazione Corriere della Sera, pp. XXXVI-1869, € 60,00; un primo volume, per gli anni 1876-1945, è uscito nel 2011 a cura e con introduzione di Bruno Pischedda e con prefazione di Paolo Di Stefano). Non la letteratura, ma la critica letteraria, che è un restringimento di campo importante: proprio la critica letteraria, la sempre moribonda, soprattutto negli anni qui in considerazione, che vanno dall’ultima stagione infocata delle riviste – dal secondo dopoguerra agli anni sessanta e fino ai primi settanta – al tramonto delle riviste o almeno della loro presenza predominante nella discussione letteraria, con l’arrivo di mezzi di comunicazione più veloci almeno quanto, in genere, più superficiali.

Niente da ridere

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Questo pezzo è uscito su Lo Straniero.

Gianni Letta ride. Ignazio La Russa sogghigna. Walter Veltroni sorride. Renata Polverini manca poco che crolli dalla sedia scompisciandosi dalle risate. Stefano Fassina ride. Debora Serracchiani (appena eletta presidente del Friuli Venezia Giulia) letteralmente gongola. Laura Puppato e Maurizio Lupi, divisi cioè uniti dall’effetto split screen, mostrano i denti e aprono le bocche quel tanto che basta alla risata per scoprire un indizio di palato. Bobo Maroni ride. Oscar Giannino ride mettendo in bocca la falange dell’indice della mano destra. Luigi de Magistris sorride e abbassa gli occhi, poi li alza a favore di telecamera e ride, ride forte. Giorgia Meloni, nella cattiva imitazione di una scena da commedia, ride di gola e porta la testa in basso e poi la rialza di scatto facendo ondeggiare i capelli. Pierferdinando Casini singhiozza, annega nell’ilarità. Anna Finocchiaro è quasi morta dalle risate, ride fino alle lacrime. Mara Carfagna ammicca risentita, quindi sorride. Rosy Bindi ride. Mauro Bersani ride. Matteo Renzi ride.