Nel crepuscolo di Weimar. “Fratelli di sangue” di Ernst Haffner

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I ragazzi non hanno i documenti in regola. Le scelte individuali c’entrano relativamente poco. Non possono essere a piede libero, onde evitare il pernicioso abbandono a sé stessi, recita l’ordinanza del riformatorio. Willi e Ludwig, protagonisti dello struggente romanzo Fratelli di sangue (Fazi, 206 pagine, 17.50 euro, traduzione curata da Madeira Giacci), vogliono compiere il capolavoro: riuscire a vivere onestamente, in regola con la legge, ma senza timbri e senza firme, nella Berlino spietata degli ultimi giorni di Weimar (1919-’33). I fuggitivi della banda, che dà il titolo all’opera, clandestini nella propria città, mostrano il coraggio della fame per la ricerca della libertà, che è conquista quotidiana. Preferiscono la fame all’essere schiacciati, alla mezza sazietà, al falso mito della rieducazione: non diventeranno mai confacenti a quell’ordine, rinunciano alla loro ora di libertà, all’aria di quel cortile.

Scrivere su uno smartphone. Dappertutto

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L’ultimo numero di “Quaderni di didattica della scrittura” (n. 21-22/2014, Carocci editore), diretta da Cosimo Laneve con Chiara Gemma, celebra i dieci anni di vita della rivista interrogandosi sulla trasformazione della scrittura nell’era del digitale. Il numero, oltre al saggio di Alessandro Leogrande che qui riproponiamo, contiene interventi di Duccio Demetrio, Roberto Maragliano, Ruggero Eugeni, Giuliano Minichiello, Rosabel Roig Vila, e una lunga intervista a Laneve sulla storia dei “Quaderni”.
Nell’ultimo anno mi è capitato almeno tre volte di scrivere in meno di un’ora un articolo sul mio iPhone. Una volta ero in treno, l’altra in una casa al mare, l’altra ancora in una stanza d’albergo. In tutti e tre i casi non avevo con me un computer portatile e ho pensato che avrei solo perso tempo a scrivere il pezzo a mano, per poi dettarlo al telefono, o a mettermi in giro alla ricerca di un internet point, all’interno del quale magari mi sarebbe stato difficile trovare la concentrazione per scrivere.