Musei, oltre la propaganda

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Questo articolo è apparso su la Repubblica (nella foto: il Parco Archeologico di Baratti e Populonia. Fonte).

Tutti parlano dei venti supermusei, e delle (per me assai discutibili) nomine dei superdirettori appena fatte. D’accordo: gli Uffizi, Brera, la Galleria Borghese o l’Archeologico di Napoli sono la punta di diamante del nostro patrimonio artistico: ma è bene ricordare che ne conservano una percentuale minima. Sono invece gli organi pregiati di un corpo le cui cellule sono le infinite, piccole istituzioni culturali che innervano la Penisola. E guardare alle microstorie del patrimonio significa trovare, lontano dai riflettori, storie di successo: buone pratiche del tutto trascurate dalla macchina politico-mediatica, ma non dai visitatori.