Firenze, lo sai…?

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Pubblichiamo un articolo di Tomaso Montanari uscito su il manifesto. Alla luce dei recenti avvenimenti l’articolo è introdotto da una nota dell’autore che riportiamo di seguito.
L’altro ieri, 22 settembre 2014, Cristina Acidini ha comunicato di essersi dimessa dalla guida della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino, e ha spiegato: «La mia decisione, che arriva dopo oltre 38 anni di servizio, scaturisce dalla valutazione dei probabili effetti della riforma in itinere: infatti nel futuro assetto di soprintendenze e musei non è prevista una posizione paragonabile alla mia attuale, che il Ministero mi ha assegnato nell’ottobre 2006». Nella stessa occasione, tuttavia, la soprintendente ha ammesso di essere oggetto di due inchieste. Una della Corte dei Conti, relativa all’uso del Giardino di Boboli come ‘location’ di eventi, e una della Procura della Repubblica di Firenze sulle assicurazioni delle opere d’arte che la Soprintendenza spedisce da anni in tutto il mondo. In quest’ultima inchiesta è indagato anche un altro protagonista del mio articolo, Antonio Paolucci. E la Acidini è anche imputata nel processo contabile di appello per l’acquisto pubblico di un Crocifisso improbabilmente attribuito a Michelangelo: un’operazione propiziata dallo stesso Paolucci. Ferma restando la presunzione d’innocenza, non può non colpire questa clamorosa conferma dell’inestricabile intreccio tra l’opposizione alla riforma del Ministero e la difesa a oltranza del ‘sistema Firenze’.

Sblocca-Italia o Sfascia-Italia?

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Pubblichiamo un intervento di Tomaso Montanari apparso sul Fatto quotidiano.

«Contrarietà Mibact»: è la formula che punteggia sulle ultime bozze dello Sblocca Italia. In altre parole, il Ministero per i Beni Culturali è l’ultimo argine che tenta di impedire un azzeramento senza precedenti delle leggi che tutelano il territorio nazionale. Un argine debole, tuttavia: perché, negli stessi giorni, Dario Franceschini deve ottenere la sospirata firma del presidente del Consiglio in calce alla riforma del suo ministero. Una partita incrociata che rischia di vedere un unico sconfitto: il Paese.

Una replica a Giovanni Valentini dai funzionari tecnici del Mibact

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Pubblichiamo un intervento firmato dai funzionari tecnici del Mibact uscito su Patrimoniosos.it.

Lasciano davvero sconcertati la superficialità, la disinformazione e soprattutto la demagogia dell’articolo di Giovanni Valentini pubblicato su Repubblica del 9 marzo scorso con il titolo “Tutti i no delle Soprintendenze che rovinano i tesori d’Italia”. La matrice ideologica dell’articolo si esplicita chiaramente quando il giornalista cita un’opinione del nostro attuale primo Ministro, secondo la quale le Soprintendenze sarebbero un sistema “ottocentesco”, e dunque ormai obsoleto. Colpisce in questa affermazione, e in tutto il sottotesto dell’articolo, quell’insofferenza verso una cultura delle “regole” e quella retorica della supremazia degli “eletti dal popolo” che ha caratterizzato il ventennio berlusconiano e che sembra ora trovare un nuovo alfiere nel rottamatore Renzi, in nome di una “modernizzazione” i cui i contorni appaiono per altro assai confusi.