Senza filtro

gilles_lambert

Oggi, giovedì 10 marzo, alle 16 Alessandro Gazoia è ospite di Fahrenheit (Radio3) e alle 21.30 presenta Senza filtro. Chi controlla l’informazione da Verso libri a Milano con Luca Sofri. Domani, venerdì 11 marzo, alle 17.30 presenta il libro alla Nuova Libreria Il Delfino di Pavia con Emmanuela Carbé. (Fonte immagine)

Diversi mesi fa un redattore di minima&moralia mi proponeva di contribuire a questo blog di approfondimento culturale con un articolo sull’informazione. Ne leggevo la mail sullo smartphone ma aspettavo di arrivare a casa per scrivergli bene da pc. Questa preferenza è uno degli indicatori più affidabili per datare la mia età digitale e insieme ad altre righe dello spettro elettromagnetico segnala la mia origine in un’Internet vicina nella cronologia ma ormai lontanissima negli usi e nella percezione.

Una strada per il romanzo: Jeff VanderMeer e Tom McCarthy

fischer

Negli anni 70 il disegnatore e grafico Gunter Rambow produsse per la casa editrice S. Fischer Verlag undici poster che comunicavano il concetto di meta-letterarietà. Le immagini rappresentavano mani che fuoriuscivano dalla copertina per reggere il libro, libri come porte o come finestre, libri che contenevano tutte le facce di una immensa folla. Il lavoro di Rambow esprimeva un’idea piuttosto diffusa all’epoca, veicolata da diverse discipline (post-strutturalismo, semiotica, studi culturali, reader-response criticism), secondo la quale il testo non poteva essere confinato nella dimensione del libro. Roland Barthes parlava della «impossibilità di vivere al di fuori del testo infinito – sia questo testo Proust, o il giornale quotidiano, o lo schermo televisivo: il libro fa il senso, il senso fa la vita» (Il piacere del testo, prima ed. it. Einaudi 1975). Tutto questo costituiva una parte importante di quello che già allora qualcuno definiva postmoderno.