Sull’editoria di poesia contemporanea – #5: Guido Mazzoni

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Quinta puntata dell’inchiesta a cura di Francesca Sante sulla poesia contemporanea in Italia. Qui le puntate precedenti: Benway Edizioni, Alessandro Burbank, Franco Arminio, Franco Buffoni. (fonte immagine)

In Libri, editori e pubblico nell’Europa moderna (1977), Armando Petruccis crive a proposito di Gabriele Giolito, editore del Cinquecento, all’interno dei cui cataloghi troviamo molti successi editoriali del tempo: “Giolito comprese il processo di ampliamento del campo sociale della scrittura, e in particolare comprese che tra pubblico della poesia e poeti non c’è più la separazione profonda di una volta, ma che i due campi finivano sempre più per sovrapporsi: la folla crescente (e che chiedeva spazio tipografico per realizzarsi) dei petrarchisti tendeva ad assumere il volto e le proporzioni della folla degli alfabeti”.

Appunti su “Serotonina”

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Questo pezzo è uscito sulla rivista «Gli Asini», che vi suggeriamo di leggere. di Nicola Lagioia Di Serotonina, settimo romanzo di Michel Houellebecq, si è molto parlato prima ancora che venisse pubblicato. Contagiati dall’ansia anticipatoria che governa la stampa quotidiana, molti critici hanno posto con faciloneria l’accento sulle facoltà divinatorie dello scrittore francese: così come […]

“Serotonina” di Michel Houellebecq: l’amore al tempo delle passioni tristi

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di Federico Iarlori

Dopo aver scoperto che la compagna giapponese con cui conviveva da due anni si divertiva – tra le altre cose – a farsi penetrare da cani di varie razze, Florent-Claude Labrouste, 46 anni, agronomo al ministero dell’Agricoltura, decide volontariamente di sparire dalla circolazione abbandonando sia il lavoro che il tetto coniugale per andare a vivere, all’insaputa di tutti, in un hotel parigino – rigorosamente dotato di stanze per fumatori.

Rivivere dopo «Charlie Hebdo»

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Pubblichiamo un pezzo apparso lo scorso 15 luglio su La domenica del Sole 24 ore, che ringraziamo. (fonte immagine)

di Filippo D’Angelo

La sera del 6 gennaio 2015, Philippe Lançon, uno dei migliori giornalisti culturali francesi, collaboratore di «Libération» e «Charlie Hebdo», assiste in compagnia di amici a una rappresentazione della Dodicesima notte. La sortita è anche l’occasione per festeggiare in un bistrot l’invito appena ricevuto a tenere un corso di letteratura all’università di Princeton. Lançon, che ha cinquant’anni e, dopo un divorzio doloroso, vive una nuova relazione con una donna che abita negli Stati Uniti, è raggiante per l’opportunità offertagli.

Houellebecq e Schopenhauer: cronaca di un colpo di fulmine

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(fonte immagine)

In attesa del suo prossimo romanzo “sull’amore” – chissà cosa dobbiamo aspettarci –, Michel Houellebecq ritorna ad una sua vecchia passione: il saggio. Dopo averne dedicato uno a H.P. Lovecraft (Contro il mondo, contro la vita, Bompiani), con cui inaugurò la sua fortunata bibliografia nel lontano 1991, l’autore di Sottomissione ha deciso di rendere omaggio ad un pensatore fondamentale della sua formazione intellettuale: il filosofo tedesco Arthur Schopenhauer.

Annie Ernaux: la scrittura, il tempo, l’attesa

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Questa intervista è uscita su la Lettura del Corriere della Sera. Ringraziamo la testata e l’autore (fonte immagine).

La casa di Annie Ernaux sovrasta il paese vecchio di Cergy-Préfecture, una cittadina in espansione a 40 minuti di RER da Parigi. Dal 1975 l’autrice francese abita in una villetta con ampio giardino dominato da una magnolia imponente.

All’entrata vegliano due gatti, Sam e Zoe, che ci seguono fino al soggiorno affacciato sull’arcipelago di stagni e sul fiume Oine. La luce entra dalla grande finestra e riverbera sul tavolo circolare dove avverrà l’intervista. È un luogo accogliente e semplice, dal silenzioso assoluto. In fondo, poco prima degli scaffali di libri, c’è la porta che conduce allo studio: è aperta e lascia intravedere la scrivania su cui la Ernaux lavora ogni giorno, quasi sempre di mattina.

Variazioni su un tempo di mezzo

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Pubblichiamo un riepilogo sulle letture dell’anno appena passato scritto da Giusi Marchetta, ringraziando l’autrice (nella foto, Joan Didion).

di Giusi Marchetta

La storia delle mie letture è sempre stata declinata al maschile. Al liceo credevo nei classici: russi, italiani, europei soprattutto. I classici avevano l’autorità per restituirmi del mondo un’immagine più vera e completa di quella che avrei potuto concepire da sola. Non avevano bisogno di convincermi che le cose stessero in un certo modo: Dostoevskij era Dostoevskij, Pavese era Pavese e Flaubert era Emma Bovary. Mi bastava quello.

Qualche anno dopo, pronta per una scrittura che non mi aiutasse a capire ma a distruggere quello che avevo capito, ho lasciato che Nabokov, Celine e molti altri usassero parole nuove, parole-martello, contro di me. Mi è piaciuto. Mi serviva.

Le elezioni regionali in Francia e la profezia di Houellebecq

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Pubblichiamo un pezzo uscito sul sito di Pagina 99, che ringraziamo (fonte immagine).

E se Michel Houellebecq avesse previsto tutto questo? Rileggere dopo il doppio turno delle elezioni regionali francesi Sottomissione, il suo romanzo uscito a inizio anno, lo stesso giorno dell’assalto terroristico alla redazione di Charlie Hebdo, e quasi universalmente letto come profezia fantapolitica del successo in Europa dell’islam politico, provoca uno strano effetto. Tanto da far emergere l’idea che la parte più significativa del libro non sia la seconda ma la prima, quella in cui descrive il successo di Marine Le Pen al primo turno delle presidenziali, in un ipotetico 2022.

Livelli di separazione. Su “Il libro delle cose nuove e strane” di Michel Faber

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In Chronic City (2009), probabilmente il più estremo dei romanzi di Jonathan Lethem, l’ex attore bambino Chase Insteadman è fidanzato con l’astronauta Janice Trumbull, intrappolata in una stazione spaziale orbitante intorno alla Terra; Janice scrive a Chase lettere a cui lui non può rispondere e che tuttavia vengono pubblicate sui quotidiani e trasmesse in TV; d’altra parte Chase, lettere escluse, non ha ricordi della sua relazione con Janice, con cui usciva al liceo, che non vede più dai tempi in cui si è iscritta al MIT e che probabilmente è morta durante un’esercitazione anni prima; l’ex critico culturale Perkus Tooth sostiene che la relazione tra Chase e Janice sia una trovata mediatica per distrarre l’attenzione del popolo da una guerra che peraltro non sembra esistere: “il segreto protegge sé stesso”, come dice a un certo punto il potente sindaco di New York Jules Arnheim.

Esce oggi in Italia “Sottomissione”: l’intervista a Michel Houellebecq

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Dopo essere uscito in Francia lo scorso 7 gennaio, giorno dell’attentato contro la redazione di Charlie Hebdo, arriva oggi nelle librerie italiane Sottomissione, il nuovo romanzo di Michel Houellebecq (edito da Bompiani)Pubblichiamo l’intervista che lo scrittore ha rilasciato a Stefano Montefiori per il Corriere della sera, e ringraziamo la testata e l’autore. (Fonte immagine)

di Stefano Montefiori

Parigi. Dopo l’attentato a Charlie Hebdo, il più celebre scrittore francese Michel Houellebecq ha lasciato Parigi, protetto dalla polizia. Il giorno del massacro alla redazione, il 7 gennaio, è uscito in Francia per Flammarion il suo ultimo romanzo, Sottomissione, che sarà nelle librerie italiane domani [oggi per chi legge, ndr], edito da Bompiani. Houellebecq immagina una Francia del 2022 dove il presidente musulmano Ben Abbes vince le elezioni, islamizza la società e progetta di ricreare in Europa e nel Mediterraneo una sorta di impero romano, unito dall’Islam. Houellebecq aveva sospeso la promozione del suo libro, ma ha scelto di mantenere l’impegno preso con il Corriere della Sera.