Fine della primavera pugliese?

MALTEMPO: POCA NEVE IN PUGLIA, TEMPERATURE RIGIDE

Questo pezzo è uscito sulla «Gazzetta del Mezzogiorno».

di Oscar Iarussi

Se c’è un’immagine sintetica ed espressiva della Puglia negli ultimi quattro o cinque lustri, essa è senza dubbio quella della regione di frontiera. Innescata dagli sbarchi albanesi del 1991 – al culmine nell’approdo della nave «Vlora» nel porto di Bari, un’icona dell’exodus novecentesco – la dimensione frontaliera resa evidente dall’emig razione clandestina fu un trauma che non tardò a essere elaborato in positivo, equivalse a uno choc provvidenziale, offrì un’occasione storica per affrancarsi da un meridionalismo glorioso, ma spesso vittimistico e inefficace. Non furono di poco conto, infatti, la percezione e quindi la consapevolezza della Puglia come una delle linee geopolitiche di confine nel mondo globale e reticolare, una terra fremente dell’incessante movimento di uomini e merci sprigionato dal crollo del Muro di Berlino. In particolare, cambiò radicalmente il punto di vista: era strabico e fallace continuare a ritenere che la stella polare dello sviluppo coincidesse sempre e soltanto con il Nord, con un’Italia settentrionale che in quegli anni si serrava nella agorafobia politica e negli arcaici riti «padani» della Lega.

Ancora su Patate Riso & Cozze!

Di ciò che sta accadendo in Puglia e del sindaco di Bari Michele Emiliano avevamo già parlato (qui e qui) qualche settimana fa. Ma in Italia gli scandali viaggiano con cadenza bisettimanale. Questo articolo, ad esempio, è uscito sul “Fatto Quotidiano” il 3 aprile scorso. Cioè un decennio fa. 

Se il vendolismo si limita
agli applausi degli artisti

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Dopo l’intervista di Nicola Lagioia per «Repubblica-Bari», un altro pugliese doc tenta una riflessione, dalle pagine del «Corriere della Sera» nazionale, sugli accadimenti che hanno decretato negli ultimi giorni la fine della primavera pugliese, e la conseguente delusione per una serie di aspettative disattese.   

La primavera pugliese sta vivendo un processo involutivo che rischia di comprometterne frutti e radici. Non si tratta degli scandali degli ultimi mesi, ma dello scollamento tra la politica di Nichi Vendola, divenuta più astratta in un’ottica nazionale, e la società civile, il territorio, il ceto intellettuale che tanta fiducia ha riposto in lui e ora può sentirsi spiazzato, come ha colto Luca Mastrantonio sul Corriere della Sera di ieri.

Patate riso e cozze:
fine della primavera pugliese?

Al principio furono la D’Addario e Tarantini. Poi lo scandalo-sanità. Quindi quello legato alla squadra di calcio. Adesso tocca a Michele Emiliano, mentre il Petruzzelli viene commissariato. Sembrerebbe che la primavera pugliese rischi di fare la fine di ciò che fu quella della Campania.

Repubblica-Bari sta dedicando in questi giorni una sezione del cartaceo e del proprio sito internet al cono d’ombra dentro il quale sembra essere precipitata la regione che, fino a qualche tempo fa, era un simbolo di rinnovamento per l’intero meridione.

Qui intanto l’intervista di “Repubblica-Bari” a Nicola Lagioia

Cosa risponde all’sos Bari di Valentini?