Il dubbio e la certezza. Interrogando musica e poesia

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Dal 9 giugno al via la diciannovesima edizione della Milanesiana – Letteratura Musica Cinema Scienza Arte Filosofia Teatro e Diritto, Festival ideato e diretto da Elisabetta Sgarbi e quest’anno dedicato al tema “dubbio/certezza”. Il pianista e compositore Michele Sganga sarà come di consueto ospite per la sezione Il respiro della musica e della poesia, con due concerti il 28 e il 29 giugno. Accanto a pagine classiche di Claude Debussy e Robert Schumann, suonerà due opere per pianoforte di sua composizione: La voce degli alberi, e – in prima esecuzione assoluta il 28 giugno – Variazioni irregolari.

di Michele Sganga

A rigor di logica si dovrebbe tutti concordare su un punto: se da un lato parole e note musicali si fanno facilmente strumenti adatti all’espressione delle nostre, pur vaghe, certezze, dall’altro il silenzio assurge ben più docilmente a simbolo dell’umano dubitare, innervato tra le une e le altre sotto forma di cesure o di pause, e mostrandosi in maniera ineluttabile – subdola, a volte – quale perfetto archetipo dell’insicurezza e della paura dell’uomo di fronte alle grandi domande sull’esistenza e sull’origine del cosmo. (Con quel vuoto di parole e suoni a disegnare in fin dei conti i contorni di un più grande silenzio, che è simulacro spettrale e irrisolto di ogni altro, perché irrisolvibile: quello della nostra ignoranza).

In ascolto del cinema muto: Quo vadis?

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In occasione del centenario della morte di Henry Sienkiewickz, domenica 13 Novembre presso l’Istituto Polacco di Roma si terrà la mostra “Quo vadis” la prima opera transmediale. Da caso letterario a fenomeno della cultura di massa con ospite il fumettista Rodolfo Torti.  A seguire verrà proiettato la versione cinematografica muta del romanzo realizzata nel 1913 da Enrico Guazzoni. Michele Sganga, apprezzato autore di recital e colonne sonore e ospite fisso dal 2013 della Milanesiana, eseguirà per l’occasione al piano alcune sue composizioni originali, creando una suggestiva colonna sonora dal vivo. Ospitiamo un suo testo introduttivo.

di Michele Sganga

Ho immaginato una macchina del tempo capricciosa, che mi scaraventasse dal 2016 indietro cent’anni nel passato, davanti al malconcio pianoforte di un’affollata sala cinematografica: come non pensare a quanto disse Šostakovič dell’esperienza di pianista accompagnatore per il cinema muto, vissuta nei primi anni Venti del secolo scorso, e ricordata come “un lavoro spossante, anche se non del tutto inutile, in cui bisognava improvvisare molto in conformità degli avvenimenti che scorrevano sullo schermo”?