It’s crazy what You could’ve had. A proposito di “Country Feedback” dei REM

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Tutti hanno una canzone preferita dei REM, e anche Michael Stipe – nato il 4 gennaio 1960, lo stesso giorno in cui Albert Camus moriva in un incidente stradale – sembra avere la sua; o almeno così ha detto più di una volta, persino davanti a migliaia di persone. Insomma durante i concerti, prima di cantarla. Pur considerando quanto siano irrimediabilmente volatili le opinioni di un artista, e ancora di più quanto possa essere oscillante la scelta di Una Canzone Preferita, possiamo credergli. Forse la canzone dei REM preferita da Michael Stipe è anche la mia. Forse.

Intervista a Michael Stipe e Mike Mills

Questa intervista è uscita per Rolling Stone.

Ho così tanti ricordi legati ai REM che mentre passeggio nella neve, scivolando sui marciapiedi ghiacciati, per andare ad ascoltare Collapse Into Now e intervistare Michael Stipe e Mike Mills al Gramercy Park Hotel di New York, mi vengono le lacrime agli occhi. Ho praticamente imparato l’autostima dalle mosse di Stipe sul palco e nei video, ho corteggiato per anni la stessa donna associando a lei – a volte a sua insaputa a volte no – Be Mine, Tongue, (Don’t Go Back To) Rockville, At My Most Beautiful, Electrolite.