Mal di pietre. La magia secondo Milena Agus

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Questo pezzo è uscito sul Venerdì, che ringraziamo.

di Marco Scognamiglio

“Senza la magia la vita è solo un grande spavento” ripeteva Madame, la protagonista di Ali di Babbo, uno dei primi romanzi di Milena Agus. E qualcosa di magico c’è anche nella vicenda della scrittrice sarda, che dopo aver nascosto a tutti per anni il frutto della sua eccentrica immaginazione decide di mandare un suo manoscritto all’editore nottetempo e nel giro di pochi anni diventa una delle autrici italiani più amate nel mondo.

Una magia la cui formula, se esiste, andrebbe sicuramente pronunciata in francese, la lingua della nazione che per prima l’ha scoperta e amata, facendo suonare la sveglia della stampa nostrana, che fino ad allora l’aveva beatamente ignorata, e aprendole così anche in Italia la via del successo.

Oggi quell’incantesimo tutto francese torna nell’adattamento del suo romanzo più famoso, Mal di pietre (in sala  dal 13 Aprile) diretto da Nicole Garcia e interpretato dall’irresistibile Marion Cotillard nei panni di Gabrielle, una donna letteralmente pazza d’amore. O almeno così crede sua madre, che per impedirle di continuare a consegnare infuocate lettere d’amore a un professorino di campagna, guardandolo con occhi famelici, la obbliga con la minaccia del manicomio a sposare un contadino che lavora nell’azienda di famiglia.

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