Tutto ricominciò con un’estate romana. L’arte di Milo Manara

manara

Pubblichiamo un testo tratto dal catalogo della mostra MACROMANARA – tutto ricominciò con un’estate romana, visitabile fino al 9 Luglio presso La Pelanda al MACRO di Testaccio a Roma. La mostra è stata organizzata nell’ambito del Festival del Fumetto romano ARF!.

Si può parlare della grandezza di Manara prescindendo dalle sue più celebri pubblicazioni a carattere erotico?

È possibile sfuggire alla seduzione immediata delle sue figure femminili, al fascino provocante delle sue protagoniste, alla costruzione sapientemente intrigante delle sue tavole, per cogliere gli aspetti più profondi e sottili della maestria?

“Osservo, sogno e disegno”: intervista a Milo Manara

manara1

Questa intervista è uscita sul Foglio: ringraziamo l’autore e la testata.

di Salvatore Merlo

“Quando gli amici di mio nipote, che ha diciassette anni, cominciano a guardarmi con una faccia strana, devo ammettere che a volte mi capita di pensare: ‘Ma non è che, forse, stanno leggendo i miei lavori?’”. E quando sorride, quest’uomo di settant’anni, colto e raffinato, composto nel tono e nei modi, si trasforma come il cielo nuvoloso in un giorno di vento, e il suo volto, delicato e misteriosamente ironico, improvvisamente assomiglia a quello di un monello.

Uno sguardo che nasconde, sotto un innocente pagliaio, un sottilissimo ago di spiritosa malizia. “Una volta Michele Serra mi ha detto: ‘Milo, sei l’unico uomo che riesce ad eccitarmi’”. Ed è a questo punto, trovandosi davanti al maestro dell’erotismo a fumetti, che si pone un problema non facile, quello cioè di travestire di abili perifrasi la domanda ormai improrogabile: ma lei lo sa che i ragazzini si masturbano sui suoi disegni?

Intervista a Ellen Forney

20131215Marblessix-2

Questa intervista è apparsa su Repubblica Sera.

Intorno ai trent’anni ha scoperto di soffrire di disturbo bipolare, ma non ne ha fatto un dramma, anzi. Ellen Forney, americana di Seattle, fumettista, ne è stata quasi contenta: anche lei, come tanti altri da Michelangelo a Van Gogh, era ufficialmente “un’artista pazza”. Ma non sapeva cosa la aspettava: l’ammettere di essere malata, l’affrontare cicli di depressione ed euforia, l’accettare e cercare una cura farmacologica in grado di stabilizzare il suo umore. Tanta sofferenza, tante difficoltà che, quando finalmente è riuscita a superarle, a controllarle grazie a una corretta terapia, ha raccontato in un graphic novel, Marbles. Mania, depressione, Michelangelo e me (Edizioni Bd, collana Psycho Pop), un lavoro autobiografico che colpisce, diverte e inquieta allo stesso tempo. E quando si arriva alla battuta finale, «sto bene», si tira un sospiro di sollievo.