miniTube #5: Il gattino e lo scrittore

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Un video caricato su YouTube il 15 ottobre 2008. Protagonisti lo scrittore parmigiano Paolo Nori e, incidentalmente, un gatto. Quella che doveva essere una clip girata con strumentazione forse amatoriale, caricata in rete per gioco o per promuovere un testo (“La vergogna delle scarpe nuove”, Bompiani, 2007) si trasforma inaspettatamente in una sorta di clip LOLcat, per quanto sui generis, quindi in un manufatto apparentabile al più grande fenomeno del folklore digitale: i gattini sulla rete.

miniTube #4: Ingiustizie cinematografiche

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Da molto tempo non mettevo piede in una chiesa. Domenica scorsa ho fatto qualcosa di più, qualcosa che non facevo da molto più tempo: sono andato a messa. Sono entrato nella chiesa dei padri gesuiti a Bergamo, una chiesa piccola fuori dal centro, non lontano dalla stazione. Sono arrivato in largo anticipo, involontariamente, e senza fretta, al termine, me ne sono andato. Poi ho raggiunto il centro, e davanti alle locandine fuori da un cinema lungo via Torquato Tasso ho deciso di assistere all’unica proiezione serale di Jagten (la caccia, tradotto per l’Italia con Il sospetto).

Trovo l’ultimo di Thomas Vinterberg un film grandioso, ai livelli di Festen, che lo ha reso celebre e premiato (Cannes ’98). Il film mi ha scosso, dico fisicamente; accade così quando il tema è quello dell’ingiustizia, se in discussione è la lotta dell’umano contro l’emergere dell’ingens sylva, la barbarie, per affermare il bisogno di civiltà.

miniTube #3: Abruzzese Giovanni. Breve storia dello stare in coda

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Non si tratta, qui, di una coda allo sportello, ma di un incolonnamento. Decine di automobili obbligate a fermarsi e a spegnere il motore. Qualcosa è accaduto più avanti, lungo la strada. Può darsi che l’incidente – o il blocco del passaggio a livello per via di un guasto, di una catastrofe ferroviaria – si siano verificati molto lontano da noi. Così lontano che la causa dello stop ci resta aliena e invisibile. Per cui alle nostre orecchie, una volta abbassato il finestrino, arriva soltanto il solfeggio di un indefinito passaparola. Non rimane che girare la chiave, scendere dalla macchina e cercare un posto per urinare. Oppure socializzare e collegarsi a questo momento di attesa incerta. Si può godere di un’uscita dal tempo, dal palinsesto quotidiano; fruire di un imprevisto non così spiacevole.

miniTube #1: Casca il mondo casca la terra

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All’Istituto Sacro Cuore di Corso Europa 84 a Napoli, all’inizio dell’anno scolastico, quando ancora eri sazio dell’entusiasmo dovuto al recente tour de force alla Upim per la scorta di quaderni, matite, diario, portapenne, zaino, in più arrivavano i libri. Se ho capito bene (ex post) come funzionava, dato che era una scuola privata, il costo dei libri di testo era incluso nella retta, e te li portavano loro, le suore-insegnanti che, animate evidentemente da sacro spirito cristiano, volevano evitarti le estenuanti file nelle librerie di Port’Alba, un oscuro limbo affollato da studenti senza fede.

Era emozionante distrarsi dalle pur accondiscendenti lezioni della ancora afosa settimana iniziale, sfogliando il sussidiario nel giorno in cui lo ricevevi per guardare le innumerevoli immagini in quadricromia che offrivano – a noi decenni appena reduci dall’estate della fine delle elementari e gravidi di aspettative verso un’era destinata a noi ormai “grandi” – un immaginario tutto nuovo fatto di foto di opere d’arte custodite nei musei del mondo da cui avremmo mandato cartoline alle nostre famiglie, bandiere di stati remotissimi la cui capitale, la cui moneta, la cui popolazione, la cui produzione di granturco di lì a poco avremmo potuto constatare di persona.