Vi ricordate di Byron Moreno?

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Questo pezzo è uscito su Vice.

Una cosa di cui mi sono accorto stilando una lista provvisoria di partite (a proposito, se avete suggerimenti lasciateli nei commenti) è che allargando e stringendo lo zoom ogni Mondiale è un contenitore di storie e partite meritevoli. Non tutte, ma molte sì. Ad esempio, nella mia lista sul Mondiale del 2002 sono finite almeno un paio di partite del girone “della morte”: Argentina-Inghilterra-Svezia-Nigeria, con l’Inghilterra di Owen e Heskey allenata da Eriksson e la Svezia che elimina l’Argentina di Bielsa con un 1-1 soffertissimo (e un giovanissimo Ibrahimovic entrato a tener palla negli ultimi minuti). A sua volta poi la Svezia si è fatta eliminare nei tempi supplementari dal grande Senegal di Bruno Metsu (o, a scelta, di Fadiga, Diouf, Coly), altra partita meritevole di attenzione. Come quella in cui il Senegal aveva rischiato di non passare il girone facendosi rimontare da 3-0 a 3-3 dall’Uruguay (e non ho citato il Paraguay di Cesare Maldini e Roque Santa Cruz).

Su Francesco Totti

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Questo pezzo è uscito sul blog l’Ultimo Uomo.

Quando ho pensato per la prima volta di scrivere di Francesco Totti la stagione 2012-2013 non era ancora finita e la Roma aveva ancora la possibilità di qualificarsi per l’Europa League arrivando quinta e soprattutto la finale di Coppa Italia da giocare contro la Lazio.  Totti era in uno splendido momento. Il diciassette marzo aveva segnato il suo duecentoventiseiesimo gol in Serie A contro il Parma, superando Nordahl e prendendosi in solitaria il secondo posto della classifica marcatori all time del campionato. Si parlava dell’inseguimento al record assoluto di Piola e ci si chiedeva quanto ci avrebbe messo a segnare i 47 gol restanti. Totti diceva di non ricordare nessun italiano più forte di lui perché «i numeri parlano chiaro» e si parlava addirittura di un possibile ritorno in Nazionale, del Mondiale brasiliano della prossima estate.