Come un cane senza padrone

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di Licia Vignotto (foto di Denise Ania)

Da Pier Paolo non si scappa. Passano gli anni, le piogge, i governi, ma il lavoro di Pasolini resta fermo, come un sogno o un incubo ricorrente al quale prima o poi bisogna tornare. Ci tornano anche i Motus, compagnia teatrale basata in Romagna ma “nomade e indipendente”, pluripremiata a livello internazionale e protagonista quest’anno di una ricca retrospettiva organizzata tra Bologna e territori limitrofi per festeggiare i venticinque anni di attività.

Anche se sarebbe più corretto specificare questo: più che celebrare e ricordare con nostalgia il passato l’intento è quello di continuamente sollecitare, disturbare, svegliare, pizzicare anche con forza, anche con violenza, il qui e l’ora. “Ogni nostro volgerci indietro – sottolineano i Motus, storicamente guidati da Enrico Casagrande e Daniela Nicolò – è per meglio accumulare energie e rilanciare, incunearci nelle pieghe del presente e provare a immaginare futuri possibili”.

Perché “rilanciare” l’unico teatro che funziona in città?

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di Lorenzo Pavolini

L’altra sera davanti al Palladium c’era una folla adeguatamente scossa dopo aver assistito all’ultimo spettacolo di Emma Dante, Le sorelle Macaluso. Vita e morte mescolate insieme nel destino dei personaggi come del luogo che li accoglieva. Qualcuno ricordava di aver visto anche altri spettacoli della stessa regista dentro quella sala, persino la sua opera integrale, e altri ancora di aver partecipato alle prove aperte al pubblico di alcuni suoi lavori, tanto da poter testimoniare con quale calma feroce la regista fosse capace di dettare i suoi stimoli agli attori attraverso un microfono dal lunghissimo filo…

Una scena analoga, in quel nel piazzale ombelico della Garbatella, si era svolta appena quindici giorni prima per il Pinter di Stein, che aveva riempito il teatro, e il mese ancora precedente succedeva lo stesso, e ancora indietro per dieci e più stagioni che in nessun altro luogo della città – nel trascolorare dell’esperienza dell’India, dell’Eti-Valle, del Vascello, e dei centri di propulsione dal basso (Angelo Mai e Rialto Santambrogio) – poteva eguagliare per livello, apertura al mondo, qualità di segni e varietà di linguaggi artistici, fino a riuscire nell’impresa più incredibile, quella di formare un pubblico nuovo, persino con qualche giovane.

Speciale Santarcangelo 13: Intervista a Rodolfo Sacchettini

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Quest’estate abbiamo dedicato un lungo speciale a Santarcangelo 13, il festival internazionale di teatro in piazza. Chiudiamo il cerchio con un’intervista di Maurizio Braucci a Rodolfo Sacchettini, co-direttore del festival. (Foto: Ilaria Scarpa.)

di Maurizio Braucci

Luglio. A Santarcangelo di Romagna, al caffè Commercio, intervisto Rodolfo Sacchettini, critico teatrale e direttore artistico dell’edizione 2013 del festival. È una chiacchierata improvvisata con cui cerco di mettere un po’ a fuoco cosa sta accadendo oggi nel teatro italiano di ricerca.

Come collochi Santarcangelo nel panorama dei festival di teatro in Italia?

In Italia il festival di Santarcangelo è il più antico tra i festival del cosiddetto teatro di ricerca. Nasce nel 1971 e ha attraversato tante fasi, rimanendo un punto di riferimento per la comunità teatrale. A differenza di altre situazioni è un festival che cambia periodicamente direzione artistica. Ha un’identità forte che proviene dalla sua storia. Negli ultimi anni il numero di festival è proliferato in maniera impressionante, in tutti gli ambiti. La stessa parola “festival” è sempre più imbarazzante, perché associata a qualunque cosa. Per quanto riguarda il teatro sono nate molte rassegne e molti festival negli ultimi anni, spesso promossi da compagnie teatrali, e non di rado ben fatti, seppur realizzati con pochissime risorse.

Bellas Mariposas

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A chiunque viva o si trovi a Roma consiglio di andare a vedere Bellas Mariposas di Salvatore Mereu, tratto dall’omonimo romanzo di Sergio Atzeni. A fronte di una vicenda distributiva che sfiora i cieli del demenziale tenuto conto della sua qualità, il film  inizia per così dire oggi (9 maggio, all’Alcazar) il suo percorso più o meno regolare nell’accidentata capitale. Da oggi sarà possibile vederlo anche a La Spezia, a Savona dall’11 maggio. A Milano (omonima di una grande città capace di trattenere il meglio intra moenia), in occasione della festa del cinema, Bellas Mariposas sarà programmato all’Apollo per la sola giornata del 15 ma a partire dalle 13.00. Ininterrottamente, fino a sera.

A lezione di satira dentro il ministero

Firdousi al Teatro nazionale di Kabul

Questo pezzo è uscito sul manifesto. (Nella foto: una scena della pièce tratta da Firdousi andata in scena al Teatro nazionale di Kabul; scatto di Giuliano Battiston.)

Da queste parti, i paradossi diventano plausibili, assumono sembianze verosimili, si fanno realtà. Prendiamo quanto è accaduto qualche giorno fa qui a Kabul, nella capitale di un paese a sovranità limitata e sotto occupazione militare. Appena arrivato in città sono andato a salutare Timur Hakimyar, il direttore della Foundation for Culture and Civil Society, una delle tante organizzazioni (ma tra le più serie e oneste) nate su impulso e sostegno della comunità internazionale dopo il rovesciamento dell’Emirato islamico. Il suo ufficio si trova all’ingresso di Deh Afganan, un vivace quartiere popolare non lontano dal bazar principale e sulle cui stradine scoscese si avventurano ben pochi stranieri, tranne quelli diretti da lui, a via Joye Sheer («ruscello di latte»).

Blog, riviste e siti letterari: il dibattito culturale in Rete

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Questo pezzo è uscito su Repubblica. (Immagine: Miler Lagos.)

“L’ascesa dei blog letterari danneggia la letteratura e rischia di abbassare il livello della critica”.

A parlare è sir Peter Stothard, direttore del «Times Literary Supplement» e presidente di giuria del prossimo Man Booker Prize. Riportata di recente dall’«Indipendent», la dichiarazione ha scatenato oltremanica le polemiche di rito sul dilettantismo digitale. “È bello che in giro ci siano tanti book blogger”, ha continuato Stothard, “ma essere un critico è diverso dal limitarsi a condividere dei gusti. Non tutte le opinioni hanno lo stesso valore”. Il problema è che Stothard è a propria volta un blogger, e qualche tempo fa un suo avatar incontrava Lara Croft in una special edition di Tomb Rider messa a punto dalla Core proprio in accordo col «Times».

Pillole da Santarcangelo 41

A circa quattrocento chilometri di distanza dal teatro Valle occupato, a cui ultimamente questo blog ha dato parecchio spazio, in un piccolo ma animatissimo paesino dell’entroterra Romagnolo, si svolge in questi giorni lo storico Festival dei Teatri di Santarcangelo, quest’anno giunto alla sua quarantunesima edizione e il cui coordinamento è affidato alla compagnia del Teatro delle Albe. Per scoprire di che si tratta e quali sono gli spettacoli in programma per il prossimo fine settimana vi invitiamo a visitare il sito internet.

Un colpo: teatro evoluto e consapevole

di Nicola Villa

In tempi di cocci e macerie si cerca un teatro non pacificato, che sappia mettere in discussione le false certezze di un presente frammentato, di cui l’intero è andato perduto, se è mai esistito. Ci si muove alla ricerca di un’arte che possa assumersi la molteplicità di questo presente, che si prenda la responsabilità di non voltare lo sguardo, di non rimpiangere i bei tempi andati, che sia in grado di fare esperienza delle rovine, della mutazione, ma che allo stesso tempo non ne faccia motivo di resa, al contrario provi ad alzarsi sopra le superfici, sopra quello che si vede, il già noto, le apparenze.