Scrittori arabi contemporanei, sesta puntata

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La rubrica di Mario Valentini è dedicata alla letteratura araba contemporanea. Qui le puntate precedenti. (Nella foto: Sonallah Ibrahim).

Sonallah Ibrahim e l’opposizione degli scrittori egiziani al regime militare

Dopo la morte di Giulio Regeni, grazie soprattutto all’ostinazione della famiglia del giovane ricercatore, l’opinione pubblica italiana ha avuto modo di conoscere la dura repressione in atto in Egitto contro gli oppositori politici. I genitori di Regeni hanno infatti avuto la capacità di legare l’atroce uccisione del figlio alla più estesa vicenda della persecuzione politica nei confronti degli stessi attivisti, scrittori e ricercatori egiziani. Sono così state raccontate anche dalle cronache italiane, sebbene in modo sparso, le vicende di diverse persone che hanno pagato un prezzo più o meno caro per le loro posizioni politiche o per quanto hanno scritto. Come Ahmed Naji, scrittore e blogger egiziano condannato a due anni di carcere per le sue pubblicazioni, o Alaa Abd el Fattah, attivista arrestato due volte (nel 2006 e nel 2011) e condannato nel 2015 a quindici anni di carcere per avere contestato il potere militare.

Vita politica e robotica istituzionale

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Pubblichiamo un intervento di Walter Tocci uscito sull’Unità.

di Walter Tocci

Tramite le astensioni e i voti per Grillo, la metà del popolo italiano ha manifestato il suo disprezzo nei confronti del sistema politico. Eppure la legge elettorale appena approvata alla Camera non solo trascura questa grave frattura, ma addirittura la allarga.

Per compensare i voti mancanti, ricorre infatti a curvature maggioritarie che deformano la rappresentanza fino ai limiti della legittimità costituzionale, e alla lunga riducono ulteriormente il consenso verso il sistema politico. Le soglie del 4,5% e dell’8% possono impedire la rappresentanza parlamentare a 5-10 milioni di elettori pur disposti – ancora – a votare per i partiti. Oppure, proprio perché sono soglie molto alte, possono dissuadere la presentazione di liste che otterrebbero milioni di voti. In entrambi i casi il sistema prescelto peggiora le cose perché riduce la parte attiva degli elettori, accrescendo invece quella del rifiuto anche oltre il 50%.

Scrittori arabi contemporanei, quarta puntata

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La rubrica di Mario Valentini è dedicata alla letteratura araba contemporanea. Qui le puntate precedenti.

Mahfuz e le città

I romanzi arabi non possono essere ricondotti a una dimensione puramente locale. L’interesse che ci può mettere sulle loro tracce non è di tipo etnico. Leggerli non significa avvicinare un mondo altro. È il tuo stesso mondo quello che hai davanti, e la tua stessa identica storia, solo vista dalla diversa prospettiva dovuta a un’altra latitudine.

Mi girano in testa questi pensieri mentre riprendo in mano Il nostro quartiere di Nagib Mahfuz, il libro di cui vorrei parlare stavolta. Lo avevo comprato e letto diversi anni fa perché mi interessava un certo modo di raccogliere le storie e di tenerle insieme, senza costruire una trama romanzesca, procedendo per variazioni sul tema, seguendo il filo dei ricordi, con una scrittura molto legata al modo orale di tramandare e porgere i racconti.

Città d’arte in vendita: l’emporio Italia

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Venezia e le Grandi Navi: pubblichiamo un intervento di Tomaso Montanari, autore di Le pietre e il popolo, uscito sul Fatto quotidiano. Oggi Montanari è stato ospite di Concita De Gregorio a Pane quotidiano, la nuova trasmissione di Rai Tre. Questa sera alle 20.15 andrà in onda la replica della puntata.

L’assedio perpetuo e invincibile delle Grandi Navi non è che il culmine teatrale e simbolico della morte di Venezia, e del suicidio del nostro Paese.

Venezia non è più una città: i suoi cittadini sono espulsi, giorno dopo giorno, da un processo (ormai avanzatissimo) di trasformazione in macro-oggetto di consumo con servitù inclusa nel prezzo. I numeri sono chiari: contro 8 milioni di turisti che vi trascorrono almeno una notte e 12 milioni di turisti-cavallette giornalieri, a Venezia resistono meno di 59.000 residenti (calati del 66% in sessant’anni: erano 174mila all’inizio degli anni Cinquanta).

Harem (di Stato)

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Pubblichiamo un testo di Mario Valentini sul colonialismo italiano e lo sfruttamento sessuale delle donne.

di Mario Valentini

Se per la metà della gente che avevo incontrato ero “africana” per quelli che ci capivano qualcosa ero una dell’ex impero italiano, ma un impero in cui non esisteva gran differenza tra i diversi paesi. Quindi molti si confondevano tra Etiopia, Eritrea, Somalia, e persino Libia.
Gabriella Ghermandi

Ho capito da un po’ di tempo di essere del tutto privo di quella dote necessaria a scrivere storie totalmente finte che si chiama fantasia. Piuttosto, mi piace lavorare di immaginazione. L’immaginazione fa germinare la finzione dal dato di realtà come la pianta da un seme. Nella fantasia la finzione non germina ma viene architettata.