San Francisco, novembre 2012 – Un incontro con Lawrence Ferlinghetti

ferlinghetti

Caso mai servisse un dettaglio a rimarcare le differenze – non solo climatiche, culturali, geografiche: direi esistenziali – fra la East e la West Coast degli Stati Uniti, questi 25 gradi e la gloriosa giornata di sole che accoglie il mio risveglio a San Francisco (dopo un’avventurosa traversata da Roma via Atlanta che ha preso ventiquattr’ore con tanto di bagaglio perso dalla compagnia aerea e recapitato alla porta di casa prima del detto risveglio), mentre alla notizia che sono in trasferta negli Stati Uniti mi arrivano messaggi, segnali, email di preoccupazione collettiva e familiare dovuta al riverbero dei disagi causati dall’uragano Sandy, come se gli Stati Uniti significassero New York e solo lei, ecco questi 25 gradi centigradi e il sole splendente “sulle strade di San Francisco” e sul cable car che mi ha portato fino al porto turistico sulla cui banchina sono qui a scrivere proprio adesso – be’ questi 25 gradi nel secondo giorno del mese di novembre dicono quasi tutto.