Breaking News di mezzanotte sul nuovo libro di Haruki Murakami

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(fonte immagine)

Tokyo, 24 febbraio 2017, breaking news in un notiziario. Un uomo vestito con un abito azzurro e un sorriso smagliante, come il fazzoletto che ha nel taschino, fissa la telecamera come se si fosse appena accorto che qualcuno, per un oscuro motivo, lo sta filmando. Accanto a lui una donna con un vestito rosa confetto dello stesso colore della sua pelle, anche lei fissa la telecamera che ha di fronte con uno sguardo perso. Sembra non poter credere all’immagine che la retina restituisce al cervello. Eppure entrambi continuano a parlare con tono pacato.

Io che sono dall’altra parte dello schermo, posso tentare di interpretare il loro messaggio solo dal linguaggio del corpo, il mio giapponese è davvero pessimo,e per questo rimango ancor più spiazzato. In mente ho l’ansia vorace di Chicco Mentana, che fa pensare a una tanica di bagnoschiuma concentrato lanciato sotto il getto di una cascata, non basterebbe un televisore da 60 pollici a contenere la sua felicità per una breaking news. I nostri due cronisti invece restano impassibili, mi portano alla mente le sabbie di Laugharne (amena località del Galles, famosa per le sue strane maree e per essere il luogo eletto da Dylan Thomas per rifocillare la propria immaginazione).

Divagazioni sulla letteratura giapponese contemporanea

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L’altro giorno in libreria ho scoperto che Einaudi ha pubblicato un nuovo libro di Kawakami Hiromi, narratrice cinquantaseienne di Tōkyō. Un supercorallo dalla copertina molto elegante: ritrae una ciotola nera senza spigoli poggiata sopra una superficie rosso acceso che la riflette, con una decorazione sul coperchio che s’intravede; le passa davanti un ramoscello che sembra di pesco, con fiori bianchi; lo sfondo nero si dissolve nel bianco, una luce opaca che cala dall’alto.

Un paio di anni fa ho letto La cartella del professore, il primo libro di Kawakami edito da Einaudi, sempre tradotto da Antonietta Pastore, precedentemente uscito sotto forma di graphic novel nella traduzione di Vincenzo Filosa per Rizzoli Lizard. Non l’ho mai dimenticato. Quando ho visto in libreria questo Le donne del signor Nakano l’ho subito preso, pagato e portato a casa.