Al bar Mario c’annate voi, ovvero una nuova piccola rubrica di segnalazioni sulla musica italiana. Per cui: Jocelyn Pulsar

La canzone è sentimentale e non c’è vergogna nel dire che è per questo che ci piace. Si chiama “25.000 anni fa” ed è la storia di due che incontrandosi 25.000 anni fa invece che nel 2012 si sarebbero innamorati comunque. Magari fosse così. A cantarla è il forlinese Francesco Pizzinelli, in arte Jocelyn Pulsar. Il suo disco è uscito a marzo e lo citiamo anche solo per la bellezza del titolo, che è “Aiuole spartitraffico coltivate a grano” (Garrincha Dischi). I disegni nella copertina del disco e nel video di “25.000 anni fa” sono bellissimi e sono di Giulia Sagramola. Brava Giulia.

Al bar Mario c’annate voi, ovvero una nuova piccola rubrica di segnalazioni sulla musica italiana. Per cui: The Cyborgs

I Cyborgs ci piacciono moltissimo. Anche solo perché ci fanno ballare. E perché dal vivo spaccano. Suonano “elektrock” boogie e blues con indosso delle maschere da saldatore e mantengono l’anonimato: Cyborg-0 chitarra elettrica e voce, Cyborg-1 tastiere, basso synth e batteria. Non sono famosi, o almeno non quanto vorremmo. Ecco Dancy, dall’album The Cyborgs (INRI records).

Al bar Mario c’annate voi, ovvero una nuova piccola rubrica di segnalazioni sulla musica italiana. Per cui: Edda

Poco più di un mese fa è uscito il secondo album di Edda. Ex-cantante dei Ritmo Tribale, ex-tossico, nel 2009 esce “Semper biot”, un album che, come si dice in gergo, divide i critici. Metà critico lo sente e lo esalta, metà critico non riesce a andare oltre il secondo minuto. Ora c’è il secondo album, questo è il video di presentazione, che troviamo, a questo punto integralmente, bellissimo.