Il sangue di Arca al VIVA Festival 2018

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Un racconto dell’esibizione del dj e producer Arca dalla seconda edizione del VIVA Festival, gemello pugliese del Club to Club di Torino. (Foto di Clarissa Ceci su concessione dell’organizzazione, che ringraziamo).

Bob Dylan e l’epos del Novecento

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Bob Dylan, la poesia, il Nobel, il suo tour infinito. Un approfondimento di Teresa Capello.

Tutti alla ricerca di Lester Bangs [Le radici della traduzione di Deliri, desideri e distorsioni]

Lester-Bangs

In occasione del trentesimo anniversario della morte di Lester Bangs, pubblichiamo una nota della sua traduttrice Anna Mioni. 

di Anna Mioni

Tradurre Bangs è un’esperienza totalizzante: Lester Bangs è il più grande critico rock di tutti i tempi. Si è già parlato molto della sua vita; queste saranno invece delle istantanee sull’esperienza di tradurre la sua prosa. Bangs era anche scrittore versatile su qualsiasi argomento in qualsiasi stile, e alla critica musicale alternava osservazioni sociologiche e personali. I suoi libri quindi sono vera letteratura e non solo roba per addetti ai lavori. Chi legge letteratura “seria” spesso snobba la critica rock, ma per lo zio Lester vale la pena di fare un’eccezione. Accidenti se ne vale la pena. I suoi libri sono un affresco a tutto tondo dell’America di quegli anni, in pura prosa beat, e accumuli di microcosmi stilistici. Ci si può sguazzare dentro per mesi alla ricerca di stimoli e riferimenti.

Intervista a Simon Reynolds

Ringraziamo vivamente i ragazzi della redazione di Sentireascoltare, che ci hanno concesso di pubblicare parte di una lunga intervista a Simon Reynolds, in occasione dell’uscita del suo ultimo libro per Isbn, Retromania. Vi segnaliamo inoltre che domenica 18 settembre lo scrittore e critico musicale inglese sarà ospite del Festival Arca Puccini a Pistoia, dove incontrerà il pubblico e parteciperà a un question time insieme a John Vignola e il gruppo di Nevrosi.

«Analizzava tutto nei minimi dettagli»: ricordo di Gil Scott-Heron

Questo articolo è apparso il giorno successivo alla morte di Gil Scott Heron sul blog NewBlackMan. La traduzione è di Dario Matrone.

di Adam Mansbach

Sono passati quindici minuti da quando ho saputo che Gil Scott-Heron non c’è più. Un tempo sufficiente per riascoltare «Winter in America» e «Pieces of a Man», e piangere, e convincermi che la sua morte è una delle più grandi tragedie che io abbia mai vissuto.

Interstellar Burst – sull’ubiquità dei Radiohead

di Liborio Conca

Probabilmente i Radiohead sono morti. Da qualche parte, nell’estate del 1995, hanno lasciato il nostro mondo.

È stato dopo la pubblicazione di The Bends, il loro ultimo disco da vivi, durante il tour che raggiunge in agosto i margini dell’Impero per una notte che raccontano sia stata memorabile, a Catania, in un clamoroso concerto allo stadio Cibali, di spalla ai Rem. L’occidente vive in quegli anni un momento di serenità diffusa, Clinton a Washington e Blair in arrivo a Londra, a Roma che importa.

Hip Hop Rock against NOIA!

di Simone Caputo

“Buona parte del punk-rock è costituita dal Grande Ritornello Americano (o Inglese, a dir la verità) della Sublimazione Adolescenziale. Tutti quelli che hanno tra i dodici e i vent’anni vogliono fare sesso, anzi, non pensano ad altro tutto il giorno, ma la maggior parte delle loro riflessioni sono robaccia nevrotica che prosciuga le energie, col risultato cha abbiamo Due Principali Scuole di Punk Rock. Una compensa per eccesso la nevrosi adolescenziale con un’esibizione esagerata di arroganza da macho sottolineata da giri di basso vendicativi come un cazzo in tiro

Oh Girl

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Quest’articolo è stato pubblicato su D di Repubblica.

di Tiziana Lo Porto

Un esercito di ragazze si nasconde dentro le nostre playlist. A raccontare alcune delle loro storie è un libro appena uscito in America: The Girl in the Song. The True Stories Behind 50 Rock Classics di Michael Heatley e Frank Hopkinson (Chicago Review Press, 14,95 $). Diviso per canzoni e zeppo di aneddoti appassionanti, il libro è una sorta di storia sentimentale del rock.

Listen to This!

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L’ascoltatore perfetto è un animale fantastico che a un certo punto, nel sonno silenzioso in cui accordi e note diventano necessità, vede spuntare dal fianco una proboscide simile a una cornucopia, o alle tasche di Eta Beta, colma di suoni trasformati in immagini, immagini piene di senso, senso e conoscenza venuti al mondo sotto forma di amore musicale.

Sufjan Stevens e la sua era di assurdità

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di Roberto Manassero

Solo e ritroso come ci ha abituati a pensarlo, Sufjan Stevens è tornato nel 2010 con due lavori a meno di due mesi di distanza: l’EP All Delighted People, uscito all’improvviso a fine agosto, dopo cinque silenziosi anni di collaborazioni, cover e progetti strumentali, e The Age of Adz, l’album vero e proprio, il sesto della sua carriera da genio eccessivo, album atteso, sperato, mai annunciato se non all’ultimo e arrivato a inizio ottobre