In cattiva fede

di Daniele Manusia

Il razzismo, almeno a livello concettuale, è difficile da definire. Quello che è successo a Firenze lo scorso 13 dicembre ha evidenziato la confusione che regna nella società italiana sul tema. Ad esempio, i primi giornalisti a scriverne, gente che si guadagna da vivere con le parole, hanno definito le vittime col termine spregiativo, e antiquato, di “vu’ cumprà” (se ne parla qui ). Quanto è grave un errore del genere, dovuto senz’altro anche alla fretta e compiuto, si capisce, in buona fede?