Teoria botanica delle famiglie allargate: Elisa Casseri

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di Natalia La Terza

In uno dei miei TED talk preferiti, la scrittrice statunitense Lidia Yuknavitch, autrice del coraggioso Il libro di Joan, uscito in Italia per Einaudi, raccontava in 13 minuti, con Dr. Martens di un colore, calzini di un altro e un coloratissimo abito a fiori quale fosse la bellezza di essere una misfit, una disadattata. Era un racconto che le era familiare, perché era la storia della sua vita.

A soli trent’anni Lidia aveva all’attivo due matrimoni falliti, tre espulsioni dal college, periodi di rehab e di galera e, come se non ci fosse fine al peggio, sua figlia era morta il giorno in cui era nata. Il suo sogno di diventare una scrittrice era rimasto “una piccola pietra triste in gola”, eppure.

“Resoconto”, la via di Rachel Cusk oltre il romanzo

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Questo pezzo è uscito su Rolling Stone, che ringraziamo. di Natalia La Terza «Tutto è iniziato con l’asma». Appena comincio a parlare con Rachel Cusk, autrice di Resoconto, primo romanzo di una trilogia in corso di pubblicazione in Italia per Einaudi, sospetto che la nostra intervista avrà la stessa struttura del suo libro: nessuna. «Ho iniziato […]

L’arte di saper raccontare. Intervista a Paco Roca

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di Natalia La Terza

Paco Roca è uno dei più importanti fumettisti contemporanei. Nato a Valencia nel 1969, è arrivato in Italia con Alessandro Editore e poi con Tunué, che ha pubblicato tra gli altri, i suoi graphic novel più famosi: il pluripremiato Rughe, diventato un lungometraggio d’animazione, L’inverno del disegnatore, Memorie di un uomo in pigiama e, quest’anno, La casa, un’opera autobiografica che ha come protagonisti tre fratelli, riuniti alla morte del padre in un’abitazione che per ognuno di loro ha significati, ricordi e suggestioni diversi.

Incontro Paco a Più libri più liberi, la Fiera della piccola e media editoria che si svolge ogni anno a Roma, e aspetto, prima di parlargli, che finisca la dedica al ragazzo che l’ha intervistato prima di me, un’illustrazione che imita e personalizza la copertina del suo ultimo libro, il disegno di un ragazzo con un cappello di paglia e scarpe di tela che innaffia il suo giardino.

Lavorare sul fuoco. Scott Spencer e Un Amore Senza Fine

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di Natalia La Terza

Ho letto Un amore senza fine pubblicato nel 1979, candidato al National Book Award e inserito nei migliori libri di quell’anno dal New York Times – piuttosto tardi. Erano passati mesi dalla seconda pubblicazione in Italia, giugno 2015, da Sellerio (la prima, nel 1980, per Mondadori), nella traduzione di Francesco Franconeri.

Era un periodo in cui mi accorgevo che, se uno scrittore o una scrittrice non mi facevano venire la voglia di rileggere la loro prima pagina subito dopo averla finita, avevo paura di non arrivare nemmeno all’ultima. Della storia scritta da Scott Spencer avevo letto il giudizio di Jonathan Lethem, che lo paragonava a uno dei miei libri e uno dei miei film preferiti: Il grande Gatsby e La rabbia giovane, e ne avevo sentito parlare, entusiasta, da Tiziana Lo Porto.