Life is a killer. Dentro Russian Doll

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Contiene spoiler, dall’inizio alla fine.

Per quanto ci siano momenti dentro Russian Doll che sanno essere psicologicamente difficili, perché riguardano traumi più o meno comuni a tutti noi – familiari, relazionali, e così via – o la paura, alla fine della giostra, di essere tremendamente soli; e poi, dettaglio non trascurabile, c’è questa morte ricorrente che investe e perseguita Nadia Vulvokov, il personaggio che interpreta; ecco, malgrado tutto questo, c’è da scommettere che Natasha Lyonne si sia divertita un sacco a farlo. Farlo nel senso di scrivere – insieme a Amy Poehler – e interpretare questa serie disponibile su Netflix, ricominciando daccapo nel bagno dell’appartamento dove è in corso il party per i trentasei anni di Nadia.

Un libro per riappropriarsi di sé

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Questo pezzo è uscito sul Venerdì. (Fonte immagine)

Lei stessa spiega che non è un libro d’arte né uno scrapbook. “È un libro per i fan”, dice. Poi si domanda: “Posso fare un libro per i fan di me stessa?” Titolo, autrice e protagonista del libro Chloë Sevigny (Rizzoli International, prefazione di Kim Gordon, postfazione di Natasha Lyonne, pagg. 230, $ 35), l’attrice di recente ha raccontato al New Yorker come l’idea di fare il libro le sia venuta durante un viaggio in Giappone.