100 libri per una biblioteca della nonfiction narrativa

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Dal 21 al 23 novembre torna alla Triennale di Milano il ciclo di incontri organizzati da Studio. Vi segnaliamo il programma completo e in particolare l’incontro di venerdì 21 alle 18.30 sul tema Il racconto della realtà: intervengono Cristiano de Majo, Lorenzo Mieli, Aldo Grasso, Francesco Anzelmo e Niccolò Contessa.

Riprendiamo un articolo di Cristiano de Majo apparso su Studio.

(Ho scritto un lista di 100 libri immaginando di mettere insieme una biblioteca di nonfiction narrativa: reportage, memorie, autobiografie, biografie, saggi personali… Ovviamente è un genere che sfugge a una definizione precisa e che quindi si presta all’interpretazione soggettiva, ma la lista è anche un modo per cercare di disegnare un perimetro di questo genere,  che trovo il più interessante campo di applicazione della letteratura in questi anni. Ci sono sicuramente alcuni buchi – libri che non letto, che ho dimenticato o che non considero fondamentali al contrario di altri -e sicuramente un po’ di favoritismo interno, nel senso che sono inclusi libri italiani, anche piccoli e sconosciuti, accanto a capolavori riconosciuti. C’è anche forse una  considerazione perferenziale per le uscite più recenti rispetto a libri del passato e non so se dipende dalla freschezza della lettura o dal fatto che questo tipo di libri si trovino in un momento di interessante evoluzione. L’elenco non segue un ordine preciso.)

Su #coglioneNo

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di Niccolò Contessa

Avete presente le pubblicità su facebook degli studi idraulici? Quelle che da qualche mese vi invadono la home? In genere c’è la foto di un bagno da sogno, con qualche termoarredo spettacolare (così raffinato che neanche si vede, ma così bello che vorresti si vedesse) e un water elegantissimo, che ti sentiresti quasi a disagio a cacarci dentro. Il testo dice qualcosa del tipo “Volete un bagno così? Allora avete bisogno di professionisti, professionisti VERI, come noi. Diffidate degli idraulici dilettanti che non si fanno pagare.” Avete presente, no?

E poi: anche voi non ce la fate più, con tutti questi giovani idraulici (o aspiranti tali) che vi mandano inviti su LinkedIn? Giorno e notte! “Leonardo vuole entrare a far parte della tua rete LinkedIn.” “Mauro vuole entrare a far parte della tua rete LinkedIn.” Ho capito che siete giovani, che avete appena finito l’apprendistato e avete bisogno di farvi un po’ di contatti per iniziare a lavorare, però basta, dai. Ci conosciamo appena, e io LinkedIn neanche lo uso. Non se ne può più. Giusto?