Matera 2019. Da Carlo Levi a Twitter: il «futuro aperto» nasce tra i Sassi

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Questo pezzo è uscito su “La Gazzetta del Mezzogiorno” di Oscar Iarussi Era ora. Una volta tanto vince il Sud e sarà Matera la capitale europea della cultura nel 2019, in coppia con la città bulgara di Plovdiv. L’annuncio poco dopo le 17 di ieri, a las cinco de la tarde sul meridiano della poesia […]

Il M5S, Minervini, Vittorini, il cancro, e la difficoltà di chiedere scusa che riguarda tutti noi

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Il fatto

I primi giorni di aprile, sul sito facebook del Movimento 5 Stelle Attivisti di Lecce, compare un post contro Guglielmo Minervini, assessore alle Politiche Giovanili della Regione Puglia. Con una grafica che richiama la trasmissione “Chi l’ha visto” (seguendo cioè una diffusa pratica di doppio occultamento che mi pare più istintiva che consapevole: piegare l’estetica dello show-biz televisivo in chiave sarcastica, nascondendo dietro la retorica del diritto di satira l’invito al linciaggio pedagogico) si rimprovera a Minervini il 20% di assenze in consiglio regionale. Non ci sarebbe andato, negli ultimi tempi, due volte su dieci.

Il problema è che Minervini ha il cancro. Si è ammalato la prima volta anni fa, ha avuto una ricaduta di recente, e di questo non ha fatto mistero. Ha rilasciato interviste. Sui giornali, su facebook, la notizia ha molto circolato. Come se non bastasse, lo scorso dicembre, a Bari, Minervini è stato investito per strada da un’automobile condotta da una ragazza che guidava in stato d’ebbrezza. Ricovero in ospedale. Piove sul bagnato. Anche di questo si è parlato sui giornali. Se ne è discusso sui social network. Chiunque in Puglia si interessi di politica, è insomma al corrente della situazione. Così come – al di là della statistica delle presenze – è noto che Minervini continui a lavorare come assessore in modo intenso nonostante la malattia.

La sinistra non ha bisogno di un leader ma di un popolo

L'immagine sopra è di Gabriele Frongia

di Christian Raimo E così si terranno a Roma, in pratica in contemporanea, due incontri annunciati come decisivi – almeno a breve termine – per la politica di sinistra in Italia. Da una parte l’assemblea nazionale del Pd che dovrebbe trovare un bandolo nella matassa di fili elettrici con quale ha rischiato di rimanere fulminata […]

Fine della primavera pugliese?

MALTEMPO: POCA NEVE IN PUGLIA, TEMPERATURE RIGIDE

Questo pezzo è uscito sulla «Gazzetta del Mezzogiorno».

di Oscar Iarussi

Se c’è un’immagine sintetica ed espressiva della Puglia negli ultimi quattro o cinque lustri, essa è senza dubbio quella della regione di frontiera. Innescata dagli sbarchi albanesi del 1991 – al culmine nell’approdo della nave «Vlora» nel porto di Bari, un’icona dell’exodus novecentesco – la dimensione frontaliera resa evidente dall’emig razione clandestina fu un trauma che non tardò a essere elaborato in positivo, equivalse a uno choc provvidenziale, offrì un’occasione storica per affrancarsi da un meridionalismo glorioso, ma spesso vittimistico e inefficace. Non furono di poco conto, infatti, la percezione e quindi la consapevolezza della Puglia come una delle linee geopolitiche di confine nel mondo globale e reticolare, una terra fremente dell’incessante movimento di uomini e merci sprigionato dal crollo del Muro di Berlino. In particolare, cambiò radicalmente il punto di vista: era strabico e fallace continuare a ritenere che la stella polare dello sviluppo coincidesse sempre e soltanto con il Nord, con un’Italia settentrionale che in quegli anni si serrava nella agorafobia politica e negli arcaici riti «padani» della Lega.

Recensioni del tempo

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Questo pezzo è uscito su Studio.

Insieme al calcio e alla politica spiccia, il tempo atmosferico è il grande protagonista del grande genere delle Chiacchierate Casuali E Imbarazzanti che capita a chiunque di fare senza preavviso nel corso della giornata. Ma a differenza dei primi due macroargomenti, la discussione sul meteo non si basa sulla divisione, l’ideologia, il tifo. Non divide: accomuna. Ci stringe forte durante l’inverno e fa alzare una leggera brezza consolatoria ad agosto. La Juve può piacere o far schifo; Nichi Vendola può entusiasmare o demoralizzare; ma la pioggia mette sempre tristezza e il sole è sempre bellissimo – nelle dosi consigliate. E allora perché concediamo al tempo solo qualche lamentela o le piatte profezie dei meteorologi? Perché non inzuppare la penna tra i nuvoloni neri o il cielo azzurro e vergare meravigliosi “recensioni del tempo” dando alla bassa e alta pressione quel che si meritano?

Ilva per principianti #2. Il mare che non c’è

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Pubblichiamo un reportage di Ornella Bellucci tratto da «Il corpo e il sangue d’Italia. Otto inchieste da un paese sconosciuto». Su RadioArticolo1 è possibile ascoltare i podcast dell’inchiesta radiofonica «Taranto sotto le ciminiere» curata da Ornella Bellucci nel 2009: dieci anni di storie di fabbrica e di vita che raccontano il perché si sia arrivati a questo punto.

di Ornella Bellucci

Io non sapevo quello che sanno i pescatori. Ebbi a che fare, in realtà, con un leone del mare, un irriducibile: voleva spiegarmi che il mare è ricchezza per tutti. Aveva sperimentato che costruendo gabbie nell’acqua e allevando pesci, col mare poteva creare mercato. Lino ce l’aveva nello sguardo, gli scorreva dentro, il mare. Patrizia, sua moglie, quando andava a trovarlo in carcere, gliene portava sempre una spugna imbevuta. Lui la strizzava fino a riempirsi le mani, le portava al viso – «il nostro mare» – e pian piano si lasciava andare.

Ancora su Patate Riso & Cozze!

Di ciò che sta accadendo in Puglia e del sindaco di Bari Michele Emiliano avevamo già parlato (qui e qui) qualche settimana fa. Ma in Italia gli scandali viaggiano con cadenza bisettimanale. Questo articolo, ad esempio, è uscito sul “Fatto Quotidiano” il 3 aprile scorso. Cioè un decennio fa. 

Se il vendolismo si limita
agli applausi degli artisti

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Dopo l’intervista di Nicola Lagioia per «Repubblica-Bari», un altro pugliese doc tenta una riflessione, dalle pagine del «Corriere della Sera» nazionale, sugli accadimenti che hanno decretato negli ultimi giorni la fine della primavera pugliese, e la conseguente delusione per una serie di aspettative disattese.   

La primavera pugliese sta vivendo un processo involutivo che rischia di comprometterne frutti e radici. Non si tratta degli scandali degli ultimi mesi, ma dello scollamento tra la politica di Nichi Vendola, divenuta più astratta in un’ottica nazionale, e la società civile, il territorio, il ceto intellettuale che tanta fiducia ha riposto in lui e ora può sentirsi spiazzato, come ha colto Luca Mastrantonio sul Corriere della Sera di ieri.

Patate riso e cozze:
fine della primavera pugliese?

Al principio furono la D’Addario e Tarantini. Poi lo scandalo-sanità. Quindi quello legato alla squadra di calcio. Adesso tocca a Michele Emiliano, mentre il Petruzzelli viene commissariato. Sembrerebbe che la primavera pugliese rischi di fare la fine di ciò che fu quella della Campania.

Repubblica-Bari sta dedicando in questi giorni una sezione del cartaceo e del proprio sito internet al cono d’ombra dentro il quale sembra essere precipitata la regione che, fino a qualche tempo fa, era un simbolo di rinnovamento per l’intero meridione.

Qui intanto l’intervista di “Repubblica-Bari” a Nicola Lagioia

Cosa risponde all’sos Bari di Valentini?