Alla periferia di Benigni

rbenigni

Questo pezzo è uscito su DUDE MAG, che ringraziamo.

di Federico Pevere

Non è se stessa, non è ciò che ci aspettiamo da lei. All’improvviso non la conosciamo. O meglio, non la riconosciamo. È una Roma stravolta. È senz’altro Roma ma potrebbe essere qualsiasi altra – potrebbe essere Cesena, per esempio, e allora che senso ha essere Roma?

Ce l’ha perché Roma può essere tutto. È senza inizio, nessuna fine, nessun fine: immensa senza essere eterna. Ha la data di scadenza, emerge solo ora, immortalata poco dopo essere stata sedotta e abbandonata. Fotografata durante il lento rientro dopo un allarme nucleare o più ingenuamente è una Roma al tramonto, ad agosto: la città di Bruno Cortona, la città che non sarà più di Roberto Mariani, ma svuotata di tutto – l’italiano mediato, le bellezze tutte, tutto quello che ci rimane.