Ventitré cose che ho imparato leggendo “A sangue freddo” di Truman Capote

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Oggi si discute molto di giornalismo narrativo. Da un paio d’anni con Cristiano De Majo ho messo su un laboratorio di scrittura non fiction in cui ragioniamo su testi non-finzionali appunto (memoir, reportage, inchieste, biografie…) che abbiano valore letterario. A un certo punto non potevamo non imbatterci nella pietra miliare della non-fiction del Novecento, il modello assoluto. Dalla lettura di A sangue freddo ho imparato molte cose. Qui ho provato a elencarne ventitré.

0. La vicenda di A sangue freddo è quella di due assassini, Dick e Perry, che sterminano una tranquilla famiglia della provincia americana. Capote legge questa notizia sulla cronaca locale, si fa mandare dal New Yorker come inviato e passa circa sei anni nella scrittura di questo reportage narrativo. Conosce la piccola comunità della cittadina teatro del delitto, Holcomb, conosce Dick e Perry, accumula 8000 pagine di annotazioni e viene coinvolto dal punto di vista letterario e poi umano da questa storia in modo irreversibile. La storia del rapporto tra Capote e A sangue freddo è raccontata da due splendidi film, uno omonimo di Bennett Miller del 2005 e Infamous di Douglas McGrath del 2006.

Scrivere del mondo

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Questo pezzo è uscito su Orwell. (Immagine: Abelardo Morell.)

Oggi si fa una gran discussione intorno alla non-fiction. Qual è il confine tra giornalismo e letteratura? È possibile individuare una linea di demarcazione o piuttosto una terra di mezza al cui interno, a sua volta, prendono corpo percorsi differenti tra loro? Fino a che punto è consentito attraversare i confini? Dove si colloca l’io in tutto questo (l’io che osserva, l’io che agisce, l’io che narra)? Grande è la confusione sotto il cielo, specie in Italia, tanto che converrebbe mettere un po’ di ordine nel discorso.

Il corpo e il sangue d'Italia. Note su letteratura, etica e società

Questo breve saggio è stato pubblicato in francese col titolo Le corps e le sang de l’Italie: littérature, éthique et société, sulla rivista Raison Publique, Presses de l’Université Paris-Sorbonne nel maggio 2009. L’autore è dottorando in letteratura italiana presso l’Università di Chicago. di Raffaello Palumbo Mosca È possibile raccontare un paese attraverso un romanzo o […]