Appunti e note sul XXI secolo

guston

Questo pezzo è uscito, in forma differente e in diverse puntate, su Artribune.
Il XXI secolo è un “campo di concentrazione”, come avrebbe detto Ottiero Ottieri.
Artisti, scrittori, registi, intellettuali si lamentano di essere soli, di non intrattenere rapporti, di non possedere spazio né discorso pubblico. Si lamentano per l’assenza di dibattito. Ma questa assenza, l’annullamento del dibattito culturale e della sfera pubblica – nei termini del secondo Novecento, quantomeno – permea e sostanzia il XXI secolo nascente.

Questi albori già ben avviati si nutrono infatti di questa supposta solitudine. E si sente, si percepisce il lavorìo, lo scavo di questi cervelli; si vedono queste operazioni agire. Sono scollegate, frantumate, disperse? Ma proprio questa dispersione, questa frantumazione, fanno il XXI secolo.

L’americana a Roma. Le lettere di Carol Gaiser

GianColombo

Questo pezzo è uscito sul Venerdì di Repubblica. (Fonte immagine.)

“La prima volta che sono andata in Italia è stato nell’estate dei primi anni Sessanta. Venivo direttamente dall’America degli anni Cinquanta dove il sesso era ancora un tabù. E ricordo che rimasi inorridita nel vedere questi ragazzi italiani convinti che noi americane fossimo ragazze facili. La verità era che le italiane erano molto più facili di noi”. Parlare con Carol Gaiser è come viaggiare nello spazio e nel tempo. Poetessa e reporter americana, ha un’eleganza nel raccontare luoghi e persone che rimanda alla grande letteratura.