Agassi e Open

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Pubblichiamo una recensione di Francesco Longo, uscita sul Riformista, dedicata a Open, la biografia che Andre Agassi ha scritto insieme al premio Pulitzer J.R. Moehringer.

«E se questo fosse il momento della verità e io mi rivelassi un impostore?». Quando non si vive la propria vita, quando si ignorano i propri desideri e non si conosce se stessi, l’unica scialuppa di salvataggio è vivere la vita che gli altri si aspettano da te, scegliere l’ipocrisia, la finzione e le bugie. La coscienza però non regge il bluff a lungo, ad un certo punto scalcia, tira pugni dall’interno fino a quando la propria identità non sorge come un’alba. Si risorge sempre però da un cumulo di ceneri. Non si diventa se stessi, infatti, senza un percorso interminabile, fatto di bivi che sfuggono alla vista, di sbandate, di soste dolorose, e di tratti sfinenti in cui si attraversano deserti pieni di miraggi e molte notti fredde e oscure.

Il voto dei giovani

Questo articolo è uscito nel numero di agosto dello Straniero.

di Giorgio Fontana

Numeri che parlano
Il tema del voto giovanile ai referendum del 12 e 13 giugno scorsi è piuttosto caldo, ed è stato affrontato con maggiore o minore precisione da diverse testate. Più che la domanda diretta attorno al merito dei risultati (la vittoria è arrivata grazie ai giovani italiani?)

La formazione passa per la via del Fallimento

Il problema che contraddistingue il nostro tempo consiste nel come riuscire a preservare la funzione educativa propria del legame familiare di fronte a una crisi sempre più radicale e generalizzata del discorso educativo. Come vi può essere educazione – e dunque formazione – se l’imperativo che orienta il discorso sociale s’intona perversamente come un «Perché no?» che rende insensata ogni esperienza del limite? Come si può introdurre la funzione virtuosa del limite

Passare il testimone

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Questo articolo è uscito sul Sole 24 Ore.

di Nicola Lagioia

Il mese scorso, il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi ha individuato nel precariato uno dei motivi dello stallo del sistema-Italia. Al suo allarme, ha fatto eco quello di molti rappresentanti del nostro mondo politico. È difficile non pensare che – a livello istituzionale – venga certificato con ritardo ciò che per determinate categorie anagrafiche risulta sin troppo vero da anni sul piano sociale, privato, e perfino oniric