Da Roma in giù verso la Calabria, storia semiseria di un’ordinaria Odissea estiva

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di Paola Micalizzi

Dieci minuti di ritardo, dice il tabellone partenze nella maledetta casellina di fianco al mio treno, intercity 1527, e un presentimento si insinua nella mia mente distratta, un déja vu, ma non riesco ancora a  dargli forma.

Mi serve un libro, sono sei ore e mezza di viaggio, non so cosa comprare di economico, opto per fare una pazzia, prima edizione copertina rigida di Sally Rooney, Persone normali, 19,50, bustina? Sì, mi voglio rovinare. L’edizione originale costava 6 euro su Amazon, mannaggia a me.

Forte Fanfulla, l’epilogo in festa di una favola suburbana

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di Paola Micalizzi 

In un piccolo quartiere di una grande città in questi giorni si sta concludendo, a suon di tamburi, una favola metropolitana iniziata otto anni fa.

Come in tutte le storie che si rispettino, i protagonisti dell’epica missione si incontrarono grazie a coincidenze inverosimili, che se avessimo il tempo di raccontare dimostrerebbero l’infallibilità della teoria dei sei gradi di separazione.

Si tratta di due calabresi, un francese, un molisano e un romano che presero in affitto a settembre 2006 l’ormai celebre capannone di via Fanfulla da Lodi 101, Pigneto, Roma. Andrea, Luca, Manu, Marco e Poppy: cinque amici che avevano poco da perdere e le passioni adatte all’impresa, chi per la musica, chi per la carpenteria, chi per il vino, chi per la gente.