Il sogno di Verdad

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«È stato un sogno», disse l’anarchica Soler a Paolo Gobetti, già presidente dell’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, che raccoglieva testimonianze preziose sulla guerra civile spagnola. Quel sogno di giustizia e libertà Lorena Canottiere, autrice e illustratrice che lavora con le maggiori case editrici italiane, l’ha disegnato nelle tavole struggenti della graphic novel Verdad (Coconino Press/Fandango, 160 pagine a colori, 19 euro).

Verdad è una giovane donna, che ha imparato a ribellarsi. Una ribellione che poi non conosce il compromesso. Il suo ideale non è stato reciso dall’abisso della storia. Canottiere ci presenta la protagonista, una bambina di otto anni che vive insieme alla nonna in un paesino sui Pirenei. Sfoglia curiosa l’album di famiglia, quasi alla ricerca delle ragioni della propria inquietudine precoce. Di sua madre sa poco. Lei se n’è andata alla ricerca di un’altra vita a Monte Verità, in Svizzera, sulle rive del Lago Maggiore. Una comune anarchica organizzata su base matriarcale dove all’inizio del Novecento si praticavano il vegetalianesimo, il nudismo e l’amore libero, e dove intellettuali e artisti come Otto Gross, Bakunin, Hermann Hesse si ritrovarono per coltivare il sogno di una società più libera e più giusta.