Il racconto dei volti in letteratura

Questo pezzo è uscito sul Venerdì, che ringraziamo.

Un uomo seduto a un caffè di Londra osserva la moltitudine che gli sfila davanti finché la sua attenzione si concentra su un vecchio dalla fisionomia così perturbante che l’uomo si alza e prende a seguirlo in giro per la città.

L’uomo della folla di Edgar Allan Poe può essere considerato la metafora di ciò che accade quando la scrittura, irretita da un viso, si getta al suo inseguimento e lo pedina, una parola dopo l’altra, provando a svelarne il mistero. Perché il volto – varco d’ingresso privilegiato al personaggio letterario, luogo della differenza e della permanenza, spazio fisico di continue metamorfosi generate dal tempo e da tutto ciò che accade – è un magnete che costringe ogni tentativo di descrizione a confrontarsi con l’indescrivibile.