Sull’editoria di poesia contemporanea #12: Patrizio Peterlini/Fondazione Bonotto

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Pubblichiamo una nuova intervista di Francesca Sante nella sua serie sulla poesia italiana contemporanea: l’archivio è disponibile a questo indirizzo.

C’è un pezzo di poesia del Novecento che è diventato dominio dell’arte e non della letteratura e dal quale derivano, consapevolmente o meno, le forme di poesia digitale, slam, installava, di strada, ecc. presenti oggi nel panorama contemporaneo. Esoeditoria è un termine ombrello che raccoglie le pubblicazioni che per scelta o necessità si sono poste fuori dal mercato del libro e che uniscono la parola poetica con altre discipline artistiche. Per queste opere Dick Higgins ha coniugato la parola ‘intermedia’, che descrive “tutte quelle esperienze artistiche che hanno eliminato le barriere tra le varie discipline con l’intenzione di fonderle in una sola pratica artistica totale”.