Se viene voglia di urlare vedendo “Dobbiamo parlare” di Sergio Rubini

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di Caterina Serra

Comincia con un pesce che anziché essere muto come un pesce parla come un uomo.

Un uomo solo, che vede Roma, e il mondo intero, dall’ultimo piano di una bella casa tutta design e libri, borghese e decadente. Una casa che è un personaggio, una creatura animata, con le sue perdite, crepe e magagne che lei stessa sembra voler tenere nascoste, e far uscire con un certo sadismo quando le persone che la abitano si dimenticano di lei, o, al contrario, la vogliono per quello che non è, elegante, raffinata, aperta e accogliente come ci si aspetterebbe da una come lei, simbolo di una romanità ricca, colta, per bene.

La verità dell’essere e dell’apparire, chi siamo dentro quelle crepe, quelle soglie che nemmeno noi oltrepassiamo, è uno dei grandi temi del film.