“12 anni schiavo”. Il cinema come interrogativo morale.

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Questo pezzo è uscito su Linkiesta.

12 anni schiavo potrebbe, forse dovrebbe vincere l’Oscar come miglior film di quest’anno. Non soltanto perché è un film formalmente impeccabile, ma perché è un film che riesce a utilizzare la potenza del cinema per provare a modificarci, da chi siamo quando entriamo in sala a chi siamo quando ne usciamo. Il senso del cinema. Lo fa offrendo allo spettatore dei dilemmi morali a partire da una percezione estetica. Ogni minuto dei 133 dai titoli di testa a quelli di coda, ci viene posta la domanda: e tu cosa avresti fatto? Prova a immaginarti di essere in una situazione come quella che stai vedendo, come ti sentiresti, cosa penseresti, come ti comporteresti?