A cosa servono gli amori infelici

requiem

Confesso un’assenza ingiustificata. Nonostante da tempo mi giungessero segnalazioni intorno all’opera di Gilberto Severini, e da parte di lettori accorti e intelligenti, mancava completamente dalla mia libreria quest’autore la cui reputazione di schivo, raffinato, vagamente anacronistico, assegna alla nicchia degli scrittori per pochi: con il corredo di prestigio dovuto alla misura elitaria del suo pubblico ed il sospetto, anche, di una scrittura ardua, ostile, lontana. L’occasione è giunta infine, meglio tardi che mai, con il suo ultimo romanzo

Vincenzo Pardini

Qui di seguito il mio “peana a Pardini”, come l’ha definito Christian Raimo. È stato pubblicato su Alias di sabato scorso e se avessi avuto ancora meno spazio a disposizione temo che il tono elogiativo della mia recensione avrebbe davvero rasentato il ridicolo. Sono un fan sfegatato di questo scrittore.