I dolori del giovane Philip

Pubblichiamo una recensione di Daniele Manusia su «Goodbye, Columbus» di Philip Roth (Einaudi).

Il dettaglio e l’infinito

Pubblichiamo un lungo approfondimento di Luca Alvino sul popolare scrittore americano Philip Roth. Il saggio è uscito sul numero 7 (giugno 2011) della rivista 451 via della Letteratura della Scienza dell’Arte. La rivista fa riferimento alla formula del New York Review of Books di cui pubblica una selezione di articoli insieme a contributi di studiosi italiani, come questo che ci è stato gentilmente concesso.
Buona lettura.

«La Rivista dell’Etica Medica si propone di classificare la felicità tra i disordini mentali e di includerla nelle future edizioni dei principali manuali di diagnostica sotto questo nome: disordine affettivo primario, di tipo piacevole.

Guida al Roth sperimentatore

Questo articolo è uscito sulla Domenica del Sole 24 Ore.

Per tutta la vita Philip Roth si è scontrato con due grandi passioni: il corpo delle donne e l’identità ebraica, oggetto entrambi di un amore tanto conflittuale e contraddittorio da attirargli antipatie di ogni tipo. L’interesse e la rilevanza oggettivi dei suoi due argomenti preferiti ha fatto passare in secondo piano un aspetto rilevante della sua narrativa: la sperimentazione. L’uscita italiana di un suo libro del 1986, La controvita, ci fornisce un equilibrio perfetto tra i suoi temi e i suoi meriti formali. Gli argomenti trattati sono un compendio di Roth: impotenza sessuale, funerali, l’antisemitismo, il fanatismo religioso, e il protagonista è il più celebre dei suoi alter-ego, Nathan Zuckerman

Perché Franzen è Franzen

«L’unica famiglia media americana che conosco bene è quella in cui sono cresciuto, e posso testimoniare che mio padre, pur non essendo un lettore, aveva una certa familiarità con James Baldwin e John Cheveer, perché la rivista Time li aveva messi in copertina.

Seminario sui luoghi comuni

Mickey Sabbath vuole farsi la moglie dell’amico che lo sta ospitando in casa. D’altra parte nella vita ha fatto il burattinaio hipster, come John Malkovic verso la fine di Essere John Malkovic. La coppia di vecchi conoscenti del giro artistico è progressista, sana, well-wishing, generosa, e Sabbath è uno di quegli antiprofeti cresciuti nella cultura di sinistra e che la vogliono confutare dal di dentro, godendone intanto i vantaggi

Tutte le strade portano indietro. Una riflessione sulla letteratura americana dopo l’11 settembre

Pubblichiamo quest’articolo apparso qualche giorno fa sul Manifesto, firmato da Luca Briasco, editor della casa editrice Einaudi e conoscitore critico e specialista di letteratura americana postmoderna e contemporanea. di Luca Briasco Riflettere sulla letteratura americana, sul suo stato di salute e sulle direzioni verso le quali si sta orientando equivale prima di tutto a cercare […]