Philippe Van Parijs: un Euro-dividendo per un’Europa più giusta e inclusiva

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Si chiude oggi a Roma la sesta edizione del Salone dell’Editoria Sociale. Ieri è intervenuto il filosofo ed economista Philippe Van Parijs: pubblichiamo l’intervista di Giuliano Battiston apparsa su Reset.

Filosofo ed economista, docente a Oxford e a Lovanio, dove dirige la Hoover Chair di Etica economica e sociale, Philippe Van Parijs ha costruito la sua originalissima fisionomia intellettuale studiando etica e filosofia politica, filosofia della scienza ed economica politica. Negli anni Settanta ha partecipato alla creazione del “September group”, il gruppo di ricerca a cui si deve l’affermazione del “marxismo analitico”, mentre dagli anni Ottanta si è dedicato a alla questione del reddito minimo garantito, di cui è uno dei più convinti sostenitori. Fondatore del Basic Income European Network (nel frattempo ampliato su scala mondiale), non ha mai smesso di credere che non ci sia questione economica o sociale di una qualche rilevanza che non implichi anche una riflessione specificamente etica (come scrive in Cos’è una società giusta? e in Quanta disuguaglianza possiamo accettare?). Oggi vede nell’introduzione di un Euro-dividendo uno degli strumenti necessari per dare vita a una società più giusta e scongiurare la fine del welfare state europeo. O, in altri termini, una via per avvicinarsi al regno della libertà di cui parlava Marx: “da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni”. Lo abbiamo incontrato a Roma, dove sabato 18 ottobre ha partecipato al Salone dell’editoria sociale.