Psicopolitica e potere secondo Byung-Chul Han

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In un suo libro precedente, La società della stanchezza, uscito nel 2012, il filosofo Byung-Chul Han sostiene che la società del XXI secolo non conservi più le caratteristiche novecentesche illustrate da Foucault: non si tratta più di una società di tipo disciplinare e controllata da determinate forme di obbedienza e dispositivi ma, piuttosto, l’individuo del nostro secolo è parte di una società di «prestazione», cioè non è nient’altro che un imprenditore di se stesso. Per questo le sofferenze che il soggetto patisce, sono quelle derivate da un livello di competizione sempre altissimo, e quindi incarnate in depressioni, burnout, paura di non essere all’altezza e altre cose simili.

Etica minima e barbarie

di Massimiliano Nicoli Immaginiamo di entrare in uno dei più celebri romanzi di John Maxwell Coetzee, Aspettando i barbari: siamo sui bastioni dell’ultimo avamposto dell’Impero, noi, i paladini della civiltà, e percorriamo con lo sguardo la linea dell’orizzonte, sperando di non scorgere il temuto arrivo dei barbari, dell’altro, selvaggio e primitivo, determinato ad annientarci. In […]