La conversazione. Per un’ontologia catanese (II)

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di Pierandrea Amato

Parte prima: gli antefatti

Era lecito nutrire qualche dubbio sull’affidabilità e reputazione di minimaetmoralia dopo che un mese fa, il 16 dicembre 2014, aveva pubblicato un contributo dedicato all’ontologia dell’assenza come fedeltà estrema a un evento mai avvenuto. Adesso abbiamo la conferma: è sgradevole costatare che minimaetmoralia non sia in grado di sloggiare, soffocare, eludere il fantasma di un professore qualsiasi, attore per un giorno, annidato dal 20 maggio 2014 nel tamburino di Repubblica Sicilia. Anche oggi, un mese dopo, il 16 gennaio 2015, l’indicazione si perpetua: Cineteatro Francesco Alliata. Anteprima Orlando Ferito, presentazione del film a cura del prof. Amato. V.O. sottotit. italiano. Ore 19.30. L’Alliata che programmazione ha? Quale indolenza e incoscienza determina le sue scelte e l’organizzazione delle sue serate? Se la loro ambizione è di dedicarsi a un’altra attività, diversa, più redditizia, potrebbero meditare strategie più semplici. Neppure a Broadway, seppure con una coda più lunga al botteghino, di questi tempi gli spettacoli resistono come all’Alliata.

La disinformazione. Per un’ontologia catanese

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di Pierandrea Amato

Parte prima: chi è l’attore?

Un regista francese, con un forte legame con l’Italia, dove ha girato alcuni dei suoi lavori, qualche anno fa decide di realizzare un film in Sicilia. Il regista, per realizzare il suo progetto, invita a un incontro un professore di filosofia perché un suo lavoro potrebbe incrociare il soggetto del film. La promessa di questo primo incontro, preceduto da una scarna e-mail, mette a disagio il professore; almeno, quanto la prima impressione di fronte a un disegno che unisce i Pupi e il cinema francese (forse, da sciocco, temeva una versione del grand Tour fuori tempo massimo).