Dalla parte di Ulisse

ulisse

Quando aveva cinque anni e tutti i suoi compagni prendevano le parti di Achille, Ettore o al limite Agamennone, Piero Boitani sceglieva Odisseo. Fra gli eroi omerici, l’uomo “dalle molte astuzie” non era affatto il più ambito e gli amici gli domandavano il motivo della scelta. Sicuramente, sessantaquattro anni fa, Boitani non poteva rispondere come oggi, ma già al tempo doveva avere avuto l’intuizione che sulla forza muscolare finisce per prevalere l’intelligenza astuta, la capacità di prevedere, l’abilità nel prepararsi, nascondersi, camuffarsi, sottrarsi.