La letteratura e il fumetto sono una forma di resistenza: intervista a Baru

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Questa intervista è apparsa su Repubblica Sera. (Immagine: La canicola, Baru)

«Letteratura e fumetto non hanno la forza per cambiare il mondo, ma sono una forma di resistenza». Lo dice con l’amaro in bocca, il fumettista francese Baru (all’anagrafe Hervé Barulea, classe 1947). Figlio di operai, padre immigrato italiano, madre bretone, dal 1984 a oggi ha portato nel fumetto il mondo operaio in cui è nato, da cui si è allontanato rinnegandolo e a cui è tornato per raccontarlo con disegni e nuvolette. «Un mondo che è profondamente cambiato», ammette oggi, mentre in libreria arriva la sua ultima fatica, La canicola (Coconino press – Fandango), tratto dal romanzo omonimo di Jean Vautrin. Una storia nera, di emarginati, «che scava a fondo nell’animo umano», dice Baru, che al fumetto è arrivato tardi, negli anni settanta, e quasi per caso.