Asa Nisi Masa o la memoria

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(Immagine: una scena di 8½ di Federico Fellini)

di Pietro Menozzi

Cosa avete fatto due sere fa? Provate a ricostruire visivamente quello che vi circondava: luci, oggetti, movimenti, abiti delle persone, ambiente sonoro e stato emotivo.

Ora immaginate un futuro prossimo in cui tutto ciò diventa ordinario – cose migliori per una vita migliore grazie alla tecnologia. Un hard disk delle dimensioni di un pistacchio (grain) incastonato alla base della scatola cranica archivia sistematicamente tutte le informazioni captate da pupille e timpani. Per tornare a due sere fa allora basta scorrere il grain, scegliere data e ora e proiettare sulla retina il video. The entire history of you, senza più vuoti di memoria, dal primo all’ultimo giorno della nostra esistenza ripresi senza sbavature. È la distopia spuntata messa in scena in uno degli episodi di Black mirror, miniserie made in UK che, comparsa due anni fa, fantastica sull’evoluzione del rapporto individuo-tecnologia-media.

Roberto Bolaño e i detective selvaggi

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Questo pezzo è uscito su inutile. (Fonte immagine)

di Pietro Menozzi

Città del Messico, 1975. È lì che senza accorgercene scivoliamo dentro a un dedalo di strade e storie che dopo averci smarrito, fatto innamorare, portato ai confini della pazzia e ai margini del deserto, ci sputa fuori oltreoceano, in Europa, Israele, Africa. Un viaggio lungo vent’anni, senza radici, aggrappato con fede cieca all’esperienza e alle persone che incontriamo, inesauribile (con)fusione di letteratura e vita. Se abbiamo il coraggio di seguire Ulises Lima e Arturo Belano, partiamo lasciandoci alle spalle il bagaglio inutile delle nostre abitudini, accettando di perderci dentro a un disordine necessario. La porta d’accesso ai libri di Bolaño è la potenza dell’abbandono. Si finisce inghiottiti in un vortice che sembra impreciso e pretende di essere seguito nelle sue sbavature. Sono così tanti i personaggi, le storie e le circostanze che si intersecano, da richiedere un’imprecisione programmatica. È il prezzo di un’impresa che non vuole estromettere l’imprevedibilità, l’ignoto e la follia.