Psychedelic party

hoffman

Qualche giorno fa, passando da Roma Termini, ho colto con la coda dell’occhio qualcosa che ha richiesto attenzione immediata: una scritta “PSYCHEDELIC PARTY”, col tipico sfondo bianco-nero “optical” della vecchia scuola free tekno, occupava un enorme cartello appeso al soffitto della stazione. Purtroppo, ho scoperto qualche secondo dopo, mentre la osservavo a bocca aperta e notavo che in mezzo c’era la foto di una signorina che non aveva troppo l’aria della raver, era soltanto la réclame di una linea di cosmetici. La cosa, tuttavia, dà da pensare: quando avviene una simile appropriazione di immaginario da parte della pubblicità, vuol dire che tale immaginario è stato ritenuto fertile: che qualcosa di sotterraneo ha acquisito – o riacquisito – un significato mainstream. Siamo forse prossimi al ritorno sulla scena culturale e scientifica degli psichedelici? Le premesse ci sono.

Luciano Bianciardi: io mi oppongo!

agra

Sul «Messaggero» di qualche giorno fa, Matteo Nucci celebra con questo articolo il quarantennale dalla morte di Luciano Bianciardi, intellettuale per tutta la vita all’opposizione, traduttore di grandi classici e autore di un testo cruciale per il nostro Novecento letterario, «La vita agra».

Pare che l’autenticità la riconoscesse dalla voce. I finti intellettuali come i finti amici li scansava immediatamente, semmai li prendeva in giro e ne faceva oggetto di un sarcasmo a volte feroce.