Italia amore: rivelazioni

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La consueta rubrica di Christian Raimo e Marco Mancassola che esce ogni mese su «Rolling Stone». Finita l’era psichedelica che per un po’ ci ha fatto credere di poter scassinare le porte della percezione, finita quella del postmodernismo che ci ha resi cinici e disgregati, e ora che anche il neoliberismo pare essere al collasso, quali strumenti ci restano per comprendere il mondo in cui viviamo?

Marco Mancassola >> Una delle tipiche esperienze di chi prende un acido o altre sostanze psichedeliche per la prima volta, è la sensazione che la realtà complicata, frammentata, dispersiva in cui ha vissuto finora diventi di colpo leggibile. All’improvviso tutto combacia. Tutto si rivela coerente. Posso intuire ciò che tiene ogni cosa insieme: ho capito, ho capito! Il disordine del mondo era soltanto illusione. Un po’ come la “teoria del tutto” cercata dalla fisica teorica, quella che sarebbe in grado di connettere le diverse teorie sulla natura della realtà.

Un autore a molte dimensioni

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Questo articolo è uscito sul numero di ottobre dello Straniero.

di Nicola Lagioia

Come tracciare una mappa che dia almeno l’illusione di poter padroneggiare l’universo a molte dimensioni di uno come Roberto Bolaño, il quale, proprio sullo sconfinamento e sui salti spaziotemporali ha innalzato buona parte della propria poetica?