Chi rende il mondo un posto dove vale la pena ricordare

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Il 27 gennaio, Giorno della memoria. Prima cosa: rileggete Maus, di Art Spiegelman. E se non l’avete mai fatto, leggetelo per la prima volta. Maus non è solo un mirabile esempio di racconto autobiografico della Shoah. Non è soltanto l’opera di uno dei maggiori illustratori del nostro tempo. Quel che conta non è l’appartenenza a un genere, il fumetto “adulto”, e neppure la nobilitazione del genere in sé. Maus è semplicemente uno dei romanzi più belli del Novecento, e se Benigni lo avesse letto veramente bene si sarebbe limitato a farne una cover cinematografica abbastanza sublime, e in definitiva avrebbe fatto un lavoro migliore. I soggetti narrativi sono organismi complessi, e reagiscono ai trattamenti come è scritto nelle loro possibilità, e nella loro fortuna. Esiste una gerarchia istintiva e selettiva nei diversi modi in cui si può approcciare a un soggetto, e quando un soggetto è legato all’Olocausto è difficile fare meglio di Maus, nella categoria “grande arte popolare racconta Auschwitz”.

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Pubblichiamo una recensione collettiva a «Il tempo è un bastardo» di Jennifer Egan, scritta dagli autori di 404 file not found, un blog di analisi, indagini e inchiesta che ambisce a costruire spazi di ricerca e confronto. Vi ricordiamo che Jennifer Egan sarà in Italia questo fine settimana e che avete due occasioni per incontrarla, una a Milano e l’altra a Roma. Vi invitiamo inoltre a mandarci le vostre domande e curiosità, che noi raccoglieremo e gireremo all’autrice, per poi pubblicare «La vostra intervista a Jennifer Egan» nei giorni a seguire. 

Sorelle della luna

Pubblichiamo stamattina un racconto inedito di Jennifer Egan, vincitrice del Premio Pulitzer 2011 per la narrativa con il romanzo «Il tempo è un bastardo», e ringraziamo Matteo Colombo per la traduzione. Il racconto fa parte dello Speciale Jennifer Egan che trovate sul sito di minimum fax.

di Jennifer Egan

Silas ha la testa rotta. È successo ieri notte davanti al Limited, un locale all’angolo tra Geary e Powell Street. Nessuno di noi ha visto. Silas dice che la rissa è scoppiata per una donna, e che ha vinto lui. «Ma amico mio, se sei conciato da far schifo», dice l’irlandese ridendo, accartocciando le parole nel suo accento. Silas dice che dovevamo vedere l’altro.