Se nun te calmi, t’arriva ‘na cinquina! #1 Emanuele Trevi e “Qualcosa di scritto”

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Che cos’è il romanzo di Trevi?
Un saggio di critica letteraria travestito da testo di narrativa, e un manuale di iniziazione travestito da romanzo di formazione.
La maschera: un giovane precario post-universitario, Trevi stesso, che scavalla la linea d’ombra attraverso l’immersione tragicomica come impiegato al Fondo Pasolini, dove – con il pretesto di dover curare un volume collettaneo delle interviste di P.P.P. – si ritrova a avere a che fare con la Pazza, Laura Betti, e insieme a lei affronta il picaresco e dolentissimo mondo degli orfani morali (se non letterali) di Pasolini.
Il manuale è invece nella struttura del libro simile a vari altri libri o altre parti di libri di Trevi, a cominciare da Istruzione per l’uso del lupo o Una musica distante: un’opera sostanzialmente di critica letteraria su Petrolio (il “qualcosa di scritto” del titolo) che però è un percorso rituale che Trevi illustra al lettore, proponendogli implicitamente di provarlo. Qui l’iniziazione proposta è quella di un rito di conoscenza che – sulla scorta di quelli eleusini ripresi da Pasolini ci porti a una forma di essere androgino, capace di una sapienza superiore a quella degli uomini comuni.