Gli hippie adorano Baal, un racconto di Danilo Soscia

chet baker

Il 25 gennaio Danilo Soscia pubblicherà per minimum fax Atlante delle meraviglie. Sessanta piccoli racconti mondo. Vi proponiamo qui un racconto inedito che fa da contenuto extra, ringraziando l’autore e l’editore.
Sognai i miei incisivi. Addentavano l’ancia come per strapparla, e restavano lì, piantati nell’alveo, alberi secolari di una boscaglia putrefatta. Alla fine del giro il batterista fece saltare la ceralacca da una bottiglia, e io allungai il braccio, un lunghissimo braccio verso il suo sorriso di uomo, ma lui mi disse, No Chet, tu non devi bere dal collo, eccoti un bicchiere. Dalla gran cassa tirò fuori una tazza lesionata, trasparente, e mi versò una generosa porzione. Batti il tempo, gli dissi. E lui attaccò, senza guardarmi. Nel sogno mi perdevo tra gli sgorbi del pentagramma, così gli altri furono costretti più volte a fermarsi. Mi ritrovai a dire a bassa voce nel microfono, davanti a una sala stracolma, Mamma, se sei in sala fatti vedere.

La terza guerra mondiale

la terza guerra mondiale

Aveva lasciato la festa prima che finisse. Era salito in macchina. Si era risparmiato il dovere sociale di stiracchiare qualche battuta in coda a un racconto affiorato per l’ennesima volta sulle labbra di un amico.

Fu felice di farlo, e ancora più felice di filare tra i viali deserti. L’oscurità affusolava gli angoli e sfumava il profilo dei palazzi. Qualche finestra illuminata, sebbene fosse notte fonda, testimoniava una vita che non era la sua, ancora più lontana e inaccessibile.

Il viaggio dell’orsa

minima

Questa recensione di Carlo Mazza Galanti al nuovo libro di Vincenzo Pardini (Il viaggio dell’orsa – Fandango) è uscita su Alias.

Per cominciare, ci si potrebbe concentrare sulla qualità dello stile: le scelte lessicali, i preziosi toscanismi, la carica evocativa di parole semi-dimenticate e recuperate da Pardini con la precisione del collezionista; potremmo stupire della scelta dei nomi di persona, pesanti concentrati di destino prelevati da una onomastica antiquaria, ma ancora viva in certi lembi di provincia italiana