Dogperson

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Pubblichiamo un racconto di Dario De Marco. Buona lettura (fonte foto). * Dice che quando vedi un cane che ti viene incontro, la cosa che non devi proprio fare anche se hai paura, anche se l’animale ti sembra aggressivo – soprattutto se tieni paura, soprattutto se l’animale è aggressivo – l’ultima cosa che devi fare […]

La scordanza

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Di scordanza, mi sono ammalato di scordanza: me lo ha detto il dottor Contigliozzi, che con quel cognome che si porta appresso, Contigliozzi sarà di sicuro l’ultima parola che sibilerò nella penombra di una clinica ad un’ecuadoregna che mi cambia il pannolone. Ad un certo punto la guarderò compassionevole come chi deve confessare il più grande dei segreti, la costringerò ad avvicinarsi e … Contigliozzi, le sussurrerò, per poi girarmi altrove. Lei mi guarderà ottusa, continuerà il travaso, e io starò a rimpallare nelle meningi quest’ultima cartuccia inutile che rimanda ad un tal Contigliozzi.

Cercare, sempre, l’umanità: intervista a Etgar Keret

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Questo articolo è uscito sul dorso toscano del Corriere della Sera, che ringraziamo. Etgar Keret, tra i maggiori scrittori israeliani, dopo la finale al Premio Von Rezzori 2013 con All’improvviso bussano alla porta (Feltrinelli), e nuovamente uscito per Feltrinelli l’anno scorso con Sette anni di felicità, è tornato al premio, incaricato stavolta della tradizionale lectio […]

Tre gocce

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Questo racconto è uscito su Urania 451, il numero 68 di Nuovi Argomenti dedicato alla fantascienza e curato da Carlo Mazza Galanti.

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Il modo in cui muoiono è curioso. Dico, come muoiono quando li prendi bene, pieni. Si accartocciano e fanno una specie di rosa (chi è che diceva che una rosa è una rosa?) che poi scompare su se stessa e quasi sempre lascia cadere una goccia iridescente. Quando ero piccolo, a casa, quanto sembra lontano, mia nonna mi mostrava sempre un trucco, prendevamo gli opilioni, che tutti pensano siano ragni ma ragni non sono, e tenendoli per le zampe gli dicevamo di regalarci una goccia di acqua santa, e se era santo quel qualcosa che un aracnide lussato, terrorizzato, cagava fuori, figuriamoci quel che emettono morendo questi elfi della macchina, ehi lo so che non dovrei dirlo, che è vietato dal regolamento chiamarli così, ma tra chi viene assegnato ai settori esterni i film su McKenna girano, è inevitabile… A volte, quando facevi il trucco dell’acqua santa ti rimaneva pure in mano una zampa, ma a ripensarci è probabile che fosse autotomia, il fatto che anche staccata si muovesse era di certo un decoy per i predatori, le abbiamo pure noi, le versioni di noi stessi proiettabili, quelle gonfiabili, parlanti, con le lucette… Anche qui, quando rimane qualcosa in più di una goccia, un petalo di rosa, quello che è, vibra tutto, genera caleidoscopie, salvo che non c’è più nessuno da proteggere, cosa vuoi sviare se ti ho già fatto fuori? ma in ogni caso meglio non guardare, meglio obliterare pure il petalo, la goccia, la minuscola pozza; le regole d’ingaggio del resto parlano chiaro…

Lo stesso coinvolti

di Francesca Serafini

Un viaggio tra remote città fantasma, dove aleggia ancora la speranza, e le nostre città, al cui posto sembra aver attecchito “l’indecenza della non rabbia, della non bestemmia, della rassegnata assuefazione”. Parole di De Andrè, attraverso le quali mettere in crisi il nostro presente.

Desterrado

Racconto apparso su Reset. E poi Raoul chiese un altro bicchiere di cachaça. Con gentilezza, con tutta la gentilezza che possedeva la sua voce, una bella voce bassa, che scandiva bene ogni parola e a cui le parole non mancavano mai, gli fiorivano sulla bocca come una pianta di rose rampicanti. Era sempre gentile, Raoul, […]

Seminario sui luoghi comuni

16. La matrice Ecco un racconto di Kafka, trascritto per intero Risoluzioni di Franz Kafka Sollevarsi da una misera condizione dev’essere, anche con voluta energia, facile. Mi strappo dalla poltrona, giro correndo intorno alla tavola, metto in moto la testa e il collo, faccio divenir fuoco gli occhi, tendo intorno ad essi i muscoli. Combatto […]